Lunedì, 01 Febbraio 2016 11:17

LUIGI CASEROSaranno aboliti o riformati? Di certo, gli Studi di settore cambieranno pelle, mentre il Mef accelera sulla fatturazione elettronica.
La Commissione degli Esperti Studi di Settore ha pubblicato il documento ufficiale sul futuro degli Studi di Settore. Si tratta di quanto discusso all’Agenzia delle Entrate nella riunione dello scorso 14 gennaio e già anticipato da Giuliano Lazzarini, rappresentante della veterinaria all’interno della Commissione. Le ipotesi di modifica agli studi di settore saranno oggetto di sperimentazione quest’anno. Nel documento non si parla di abolizione, ma di “modifiche”, di una “sperimentazione” con la quale si dà avvio alla “semplificazione dei modelli degli studi di settore e alla riduzione del loro numero”. Questi i passaggi della riforma degli Studi di Settore annunciati dalla Commissione:
• Aggiornamento annuale di tutti gli studi di settore
• Riduzione numero di Sds, attraverso l’aggregazione di studi, mantenendo invariata la platea dei contribuenti interessati; la soluzione dell’aggregazione rappresenta un processo di naturale razionalizzazione, che ha il vantaggio di semplificare i modelli di input degli Studi in termini di omogeneità (stesso modello dati per più codici Ateco) e migliorare la rappresentatività e l’efficiacia degli sds (contribuenti che attualmente svolgono attività che fanno riferimento a più Studi
• Revisione del processo metodologico
• Riduzione numero variabili per modello, dando priorità alle informazioni più rilevanti, facili da compilare, il più possibile esogene e verificabili, rappresentative dei diversi modelli organizzativi di impresa
• Riduzione numero cluster, rendendo temporalmente più stabile la suddivisione dei settori economici nei diversi modelli organizzativi di business

Non solo semplificazione– Il percorso così delineato è coerente con l’Atto di indirizzo del Ministro dell’Economia e delle Finanze che contiene gli obiettivi di politica fiscale del triennio 2016 -2018 per la lotta all’evasione. L’intervento di semplificazione sugli studi di settore e che andrà ben oltre l’abolizione di Gerico per i professionisti è uno degli otto punti indicati nella direttiva sugli obiettivi di politica fiscale 2016-2018 diramata la scorsa settimana dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Le linee di indirizzo dettate dal ministro puntano a rafforzare la collaborazione tra contribuente e amministrazione finanziaria come strumento di semplificazione e di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Ma per il Viceministro dell’Economia Luigi Casero (foto), gli studi di settore “sono uno strumento che deve essere rivisto e in particolare per i professionisti, che hanno una contabilità di cassa, c’è la necessità di intervenire in un solo modo: abolendoli”.  Il possibile addio allo strumento di determinazione dei compensi dei lavoratori autonomi sarà seguito da un’accelerazione della fatturazione elettronica con la comunicazione al Fisco in via telematica e periodica di tutte le fatture. La semplificazione degli studi viaggerà quindi di pari passo con quello di un’ulteriore spinta alla fatturazione elettronica e all’invio di tutti i dati delle fatture sia in entrata che in uscita. Le basi, in sostanza, per far decollare per gli autonomi la dichiarazione Iva precompilata e un vero e proprio “archivio” in cui saranno disponibili in rete tutte le informazioni su rimborsi e versamenti delle partite Iva.

“La delega fiscale prevedeva un decreto attuativo sulla fatturazione elettronica. Ci si arriverà- ha detto Casero aggiungendo: ” La fatturazione in via telematica opzionale è propedeutica a una serie di interventi – ha aggiunto Casero – che porteranno ad avere vantaggi immediati ai contribuenti con l’eliminazione della carta o di adempimenti complessi come la cancellazione dello spesometro. In futuro, la possibilità che l’Agenzia possa fornire i dati delle fatture emesse e che le fatture ricevute possano finire tutte in un server nazionale, consentirà in via preventiva di comunicare al contribuente quali sono le informazioni in suo possesso, fino a predisporre una dichiarazione Iva precompilata, così da poterlo avvisare su quali sono i suoi adempimenti fiscali”.

pdfDOCUMENTO_DELLA_COMMISSIONE_ESPERTI_14_GENNAIO_2016.pdf1.93 MB

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