La vicenda di Romeo, il gatto che da oltre dieci anni si aggirava tra sala d’attesa del pronto soccorso e la portineria dell’ospedale di Sanremo, facendosi coccolare dai pazienti (una sorta di pet therapy), e che è stato adottato da un’infermiera dopo che l’Asl (a seguito di un esposto) ha applicato una normativa che vieta l’ingresso degli animali negli ospedali, registra ora una denuncia. A presentarla è il presidente di Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente), Lorenzo Croce: ha denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Penale di Imperia il direttore sanitario dell’ospedale di Sanremo, Giovanni Bruno, per «violazione della legge sugli animali di affezione e per maltrattamento di animali» a seguito dell’allontanamento dalla struttura del gatto Romeo. 

«L’ordine di accalappiare i gatti è in palese violazione della normativa che tutela le colonie feline stanziali e quella dell’ospedale è registrata fin dal 2005» – rende noto l’associazione – E nel caso specifico trattandosi di un gatto anziano lo spostamento forzato si configura assolutamente come reato di maltrattamento». 

La notizia dell’allontanamento di Romeo, ha sollevato grande indignazione sui social network. Su Facebook, in particolare, è nata anche una pagina dedicata alla mascotte del Borea, «Romeo la pet terapy», che in meno di una settimana ha raccolto quasi 700 adesioni: si chiede a gran voce il ritorno del gatto in corsia. Dai post della pagina si danno anche notizie sulle condizioni di Romeo: «Sta benissimo». Contro l’allontanamento di Romeo è stato anche creato l’hashtag #rivogliamoromeoacasa. 

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