Legnano (Milano), 30 ottobre 2016 – Tutto comincia dal desiderio di avere un cane: a cambiare rispetto alla norma è la seconda parte della storia, perché l’adolescente cresce e con la passione trasforma l’amore per il miglior amico dell’uomo in una professione e in un’attività agonistica capace di produrre risultati. Così il legnanese Alarico Sberlati, classe 1995, è diventato addestratore e si è aggiudicato con la sua squadra il secondo posto al World Rescue Dog Championship, nella sostanza i campionati mondiali per cani da soccorso a squadre tenutisi a Craiova, in Romania. «È vero: tutto nasce dal desiderio di avere un cane sette anni fa – spiega Alarico -. la scelta è caduta su un Jack Russel che ho chiamato Otto: allora l’allevatrice ci aveva spiegato che si tratta di cani tosti e ci aveva consigliato di affidarci a qualcuno che potesse indicarci la direzione più corretta per educarlo». Detto e subito fatto, Alarico comincia ad appassionarsi a quello che vede e a sentirsi coinvolto: «Ho cominciato a veder cosa significa avere e addestrare un cane da soccorso: così nella prima metà del 2011 ho deciso di diventare volontario in Croce Rossa a Bresso nel gruppo cinofilo. Ho trovato persone competenti e abili che hanno dato «l’ultimo colpo», trasformando ancor più in ferma volontà il mio primo desiderio».

Parallelamente alla passione di Alarico si sviluppa anche un nuovo sbocco, perché da una decina di anni ha preso forza il settore dell’addestramento che ha come obiettivo la partecipazione a gare internazionali. «Questo attività è diventata ancor più intensa quando sono approdato nel mio attuale gruppo, l’associazione culturale cinofila K9T». E così Alarico, da un anno e mezzo a questa parte, si trova concentrarsi sulla parte agonistica per le gare destinate ai cani da soccorso e sul lavoro di addestratore. «Nel 2014 ho partecipato per la prima volta al campionato del mondo a Torino – spiega Alarico ricordando l’esperienza – ma il nostro risultato non è stato un granché». Subito dopo Alarico e il suo tema ricominciano però la rpeparazione con l’obiettivo di migliorare il risultato.

Cosa non facile quando si deve mediare un’attività non professionistica con il proprio lavoro e quando i membri della squadra abitano nel raggio di un centinaio di chilometri. «Le categorie per la nostra disciplina sono maceria, superficie, pista e la top, che mette insieme le prime tre – continua Alarico che con il suo gruppo gareggia nella categoria «macerie» -. Il fine è cercare, appunto in uno scenario di macerie, persone nascoste attraverso una serie di stimoli che spingono il cane a individuare le tracce e identificare la presenza di una persona». Così si arriva ai Mondiali in Romania dove il team composto da Alarico, Lorenza Giavina (team leader), Giovanni Martinelli, Alessandro Golini e Silvia Ciocca si merita il secondo posto. A fianco di Alarico, ovviamente, il suo fido Jack Russel Otto. Tra due anni l’obiettivo è chiaro: salire sul gradino più alto del podio, questa volta occupato dal Belgio.

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