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Savona – Torna l’incubo dei bocconi avvelenati. Con un’aggravante: questa volta il cane, che ha perso la vita, ha ingerito il veleno all’interno di un’area canina della città. A raccontarlo è Elisa Calabro che, nella notte tra sabato e domenica, ha perso Bruce, un cucciolo di sette mesi, un incrocio tra un pitbull e un terranova.

«Sabato, nel tardo pomeriggio, come sempre, ho portato Bruce nell’area canina di via Carissimo e Crotti, vicino a casa mia – racconta Elisa, trent’anni, cameriera-. Lo spazio è diviso su due livelli. Io ero rimasta nella parte più bassa, mentre il mio cane è salito nella parte superiore. Quando l’ho chiamato è tornato con qualcosa in bocca, ma lì per lì non avevo dato peso all’episodio. Siamo andati a casa e lui ha iniziato a non stare bene. Essendo sabato, non ho chiamato subito il veterinario. Sono dovuta andare a lavorare e qualche ora dopo, al mio ritorno, Bruce era a terra, morto. Il veterinario mi ha confermato l’avvelenamento».

Uno choc per Elisa e per la figlia di cinque anni, affezionata al cucciolo. «Era un regalo del mio compagno – racconta-. Io e lui abbiamo passato la notte a piangere e ad accarezzarlo. A mia figlia ho detto che Bruce è andato a vivere in una casa con il giardino. Lunedì sono tornata nell’area canina per avvertire gli altri frequentatori. Una signora mi ha raccontato che, una quindicina di giorni fa, era stato trovato del veleno, tra l’erba, mentre un anno fa, in via Crosa Lunga Inferiore, un altro era morto, sempre ingerendo un boccone avvelenato».

Uno spauracchio, quello del veleno e delle trappole da ingerire, seminate per colpire i cani, che si ripropone ciclicamente. «Mi è successo più di un anno fa – racconta Gianna Vivalda, all’ingresso dell’area riservata agli amici a quattro zampe, in piazza delle Nazioni-. Ero in questa zona e il mio cane ha ingerito qualcosa. Ho scoperto dopo che era veleno per topi. Per fortuna l’ho portato subito dal veterinario, che l’ha salvato. Mi ha detto che, se avessi aspettato un paio d’ore, sarebbe morto. In questo quartiere, l’odio verso i cani e i loro padroni è tale da portare a gesti ignobili».

«Quello dei bocconi avvelenati è un incubo per chi ha un cane – dice Este Amerio, col suo yorkshire-. Capisco che ci siano padroni maleducati e che questo infastidisca i cittadini, ma non si può arrivare a tanto». Il dottor Alessandro Scarzella, veterinario, ha salvato diversi cani. «Veleni, antiparassitari e altri metodi aberranti: ne ho viste di tutti i tipi, purtroppo – spiega-. L’importante è controllare che il cane non mangi nulla in strada e, in caso di sintomi, correre dal proprio veterinario».

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