Mercoledì, 17 Febbraio 2016 15:16

tavernaAccolto dal Ministero della Salute l’impegno a vigilare sugli Ordini: svolgono funzioni pubbliche in campo sanitario.

Sull’ordine del giorno presentato dalle Senatrici Taverna, Simeoni e Fucksia c’è il parere favorevole anche del Sottosegretario De Filippo. L’atto di indirizzo, presentato in Commissione e Igiene e Sanità ai primi di febbraio risulta quindi accolto dal Governo con il benestare anche della Presidente Sen Emilia Grazia De Biasi.

Nel corso dell’esame del Ddl Lorenzin, tornato in calendario dopo molti mesi di interruzione del suo iter, è stato accolto  l’atto G/1324/3/12 che impegna il Governo ad “individuare le modalità più opportune per vigilare e monitorare concretamente sull’operato degli Ordini professionali”, tenuto conto del “regime di autonomia e di indipendenza di cui godono in virtù dei loro fini istituzionali e vigilare affinché diano piena attuazione al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, che classifica l’ordine professionale come ente pubblico non economico appartenente dunque, alla pubblica amministrazione.

L’atto parlamentare ribadisce l’osservanza delle norme di trasparenza e di anticorruzione, osservando che il riordino degli ordini professionali in campo sanitario “dovrebbe essere uno strumento di maggiore tutela e garanzia per il cittadino, anche in un’ottica di contrasto all’abusivismo professionale”. E inoltre, “tale riordino deve essere visto come un riconoscimento delle professionalità che non deve celare l’intento di consolidare e rafforzare interessi di tipo corporativo”.

In premessa, viene richiamato l’articolo 3 del DDL Lorenzin (“Riordino della disciplina degli Ordini e delle professioni sanitarie») e in particolare il comma che elenca le funzioni degli Ordini e delle relative Federazioni nazionali. Si tratta di funzioni che non possono confliggere né essere messe a repentaglio da conflitti di interesse: promuovere e assicurare l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità dell’esercizio professionale e delle professioni, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della loro funzione sociale, la salvaguardia dei diritti umani e dei princìpi etici dell’esercizio professionale indicati nei codici deontologici al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva; inoltre le Federazioni nazionali verificano il possesso dei titoli abilitanti all’esercizio professionale e curano la tenuta e la pubblicità degli albi dei professionisti e, laddove previsti dalle norme, di specifici elenchi.

Il riordino previsto dal DDL Lorenzin, “deve essere visto come un riconoscimento delle professionalità che non deve celare l’intento di consolidare e rafforzare interessi di tipo corporativo”.

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