24 febbraio 2016di ANTONIO VECA

Faenza (Ravenna), 24 febbraio 2016 – Avevano lasciato i loro tre cani in auto per pochi minuti, al ritorno ne mancava uno. Dopo cinque anni è stato trovato ed è tornato nella sua famiglia, a Faenza. È l’incredibile avventura di Lumpi, un piccolo cane di razza chihuaua rubato e trovato dopo cinque anni attraverso il microchip. «Tutto cominciò – racconta Angi Wiesner la proprietaria originaria della Svizzera ma da anni sposata e trapiantata a Faenza – durante una gita a Casalborsetti. Era il 21 marzo del 2011. Quel giorno io e mio marito eravamo andati a fare una passeggiata sul lungomare, lasciando i finestrini semiaperti. Al nostro ritorno, dei tre cani che erano in auto, all’appello mancava Lumpi, un cucciolo di quattro mesi acquistato qualche giorno prima da un allevamento del faentino. Non capivamo come avessero potuto aprire l’auto, forse avevano replicato il codice del telecomando. Ero disperata. Tornati a Faenza sporgemmo denuncia di furto ai Carabinieri che diramarono la descrizione dell’animale».

Passarono i mesi e gli anni: di Lumpi nessuna traccia. Ma poi la storia del piccolo chihuaua si interseca con il caso. Qualche giorno fa il Comune di Faenza viene contattato dal Servizio veterinario dell’Ausl di Padova, che chiede informazioni sul microchip di un cane che aveva controllato. Secondo il database il microchip era stato rilasciato a Faenza. «La scorsa settimana – continua Angi – siamo stati contattati dall’anagrafe canina del Comune. La signora Isolde, gentilissima, ci ha detto che si erano sentiti telefonicamente con il veterinario dell’Ausl di Padova. Non mi sembrava vero, avrei potuto riabbracciare Lumpi. Dopo aver chiamato il veterinario dell’Ausl ho spiegato che il cane ci era stato rubato». I carabinieri del padovano si interfacciano con quelli di Faenza per capire se la nota di ricerca è sempre valida. E contattano Angi.

«Quando mi hanno avvisata – dice lei – sono stata assalita da un senso di colpa: ho pensato che dopo tanti anni Lumpi poteva essersi affezionato ai nuovi proprietari». I carabinieri di Legnaro raccontano alla faentina che la famiglia che aveva il cane è un nucleo problematico. Tutti vengono convocati in caserma nel padovano: Angi e la ‘nuova’ famiglia di Lumpi. Dopo una lunga trattativa Lumpi finalmente torna a casa. Come è stato accolto dai suoi ‘fratelli’? «Benissimo come non fosse mai stato via. Appena è salita in auto, Joly e Puppy e Musli gli hanno fatto una gran festa». La donna che aveva nella sua disponibilità il piccolo Lumpi, una 33enne, è stata denunciata dai carabinieri per ricettazione. «Voglio ringraziare – conclude Angi – tutti quelli che hanno permesso il ritorno a casa di Lumpi: i veterinari di Padova, i carabinieri e l’ufficio dell’anagrafe canina di Faenza».

di ANTONIO VECA

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