cassazioneBASTONECondanne definitive in Cassazione per l’ex Rettore dell’Università di Messina e per l’ex preside della Facoltà di Veterinaria
Si chiude in Cassazione la vicenda giudiziaria che dal 2007 ha coinvolto l’Ateneo messinese e i vertici di allora. Il processo ebbe inizio con una inchiesta su concorsi truccati alla Facoltà di Veterinaria di Messina e sulla gestione dei fondi regionali stanziati per il progetto Lipin.

L’inchiesta che, oltre il rettore, vide indagate altre 24 persone tra docenti e funzionari dell’Università di Messina, era scaturita dalle dichiarazioni di un docente di Veterinaria che sostenne di essere stato costretto, nella qualità di componente della commissione di un concorso a cattedra, a pilotarne l’esito per aggiudicare un posto di professore associato al figlio del preside. L’altro filone dell’inchiesta riguardava 3milioni di euro stanziati dalla Regione per il progetto scientifico Lipin.

Ieri, la sesta sezione penale della Suprema Corte ha respinto i ricorsi dell’ex rettore e dell’ex preside di Veterinaria giudicandoli inammissibili e confermando le condanne inflitte dai giudici della Corte d’Appello di Messina, nel febbraio dello scorso anno. La Cassazione ha vagliato le posizioni di sei imputati, fra cui quella di un docente della Facoltà di Veterinaria condannato a 2 anni e 6 mesi in Appello, reato prescritto. Sull’entità delle condanne definitive – dai 2 ai 3 anni- i legali hanno annunciato ricorsi ‘straordinari’.

Provvedimento per i docenti: “Licenziato chi trucca i concorsi”

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