Malo, 12 dicembre 2017 –  Due gatti uccisi tra atroci sofferenze ma non per mano della stessa persona. E’ la convinzione di chi indaga e che adesso, per arrivare a identificare i torturatori di animali, è in possesso di qualche nuovo elemento. Chi ha torturato ed ucciso il secondo gatto ritrovato in via Maroncelli a Malo, in provincia di  Vicenza, ha voluto lasciare un biglietto di rivendicazione. Secondo gli investigatori si tratterebbe di un emulatore dell’assassino che aveva infierito su un altro gattino fino a provocarne la morte solo qualche settimana fa. Il biglietto è scritto in stampatello minuscolo e contiene alcuni errori ortografici che potrebbero offrire spunti investigativi interessanti. In particolare chi scrive si intesta anche il primo episodio di violenza ma ricostruisce il primo episodio come se fosse avvenuto in una data diversa. Il ritrovamento del primo felino legato con fascette elettriche risaliva alla fine di ottobre ma la notizia era stata divulgata successivamente e proprio alla data successiva si fa riferimento nel biglietto.

La tecnica di uccisione, però, sembra essere la stessa. Zampe legate con il filo elettrico e morte sopraggiunta per stenti, un’atroce tortura che non ha giustificazioni.

I carabinieri della Compagnia di Schio guidati dal maggiore Vincenzo Gardin, stanno indagando sui due episodi e sono convinti di avere a che fare con due persone diverse, ugualmente feroci. Nel biglietto si attaccano soprattutto gli “animalisti di m… feccia della società” e chi scrive sostiene di “aver posto termine alla vita del primo gatto e di avere goduto talmente tanto nel leggere i commenti che lo riguardavano da averlo rifatto per voi”, riferendosi agli animalisti e in particolare ai volontari dell’Enpa. L’estensore della rivendicazione fa, inoltre, riferimento specifico ai commenti pubblicati su Facebook e all’allarme scattato in tutta la zona.

Il primo ritrovamento di un gatto morto con le zampe legate dalle fascette usate dagli elettricisti, era avvenuto in via Monticelli ed era stato reso noto ai primi di novembre. La seconda macabra scoperta è stata fatta mercoledì 6 dicembre in via Maroncelli. 
La procura, col pm  Claudia Brunino, ha aperto un fascicolo contro ignoti per maltrattamenti aggravati dalla morte dell’animale. La speranza è di arrivare a breve a identificare i due violenti torturatori di animali.
animali@quotidiano.net

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