Una pratica che purtroppo nei mesi di luglio ed agosto in Corea del Sud raggiunge il sui picco con quelli che vengono chiamati “Bok Nal”, ovvero i giorni del cane.

Durante questo evento, che ricorda il recente Festival di Yulin, migliaia di cani e anche di gatti vengono catturati, torturati, uccisi e poi cotti in grosse pentole o sugli spiedi per essere serviti come pietanza a tutti i partecipanti all’evento.

Pratiche che fanno discutere e che stanno mobilitando il mondo intero. Tante, infatti, le petizioni nate per cercare di far terminare questi massacri di gruppo dei nostri amati amici a quattro zampe. Proprio per sensibilizzare tutto il mondo nei confronti di queste pratiche la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, la World Dog Alliance e la Humane Society International hanno deciso di fare fronte comune per abolire il consumo di carne di cane nel mondo.

Il primo atto di questa collaborazione è proprio “Mangiare la felicità”, un film che tratta e racconta il traffico ed il consumo di carne di cane in Estremo Oriente. “Mangiare la felicità” parteciperà alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.

Alla presentazione del trailer anche l’Onorevole Vittoria Brambilla, da sempre in lotta per la difesa degli animali. “L’occidente sa troppo poco di ciò che accade ai cani (e ai gatti) in Cina, Corea del Sud e Vietnam. Genlin, per la prima volta, ce lo racconta con il mezzo espressivo più efficace, le immagini, e denunciando dal punto di vista di un orientale le pratiche, le superstizioni, la violenza e i traffici criminali che alimentano un business dalle dimensioni imponenti. Secondo World Dog alliance, 30 milioni di cani ogni anno sono macellati, cotti e mangiati. Circa 70 su cento sono animali da compagnia sottratti alle famiglie. Con questo film compie un salto di qualità anche l’impegno delle associazioni protezionistiche che da tempo chiedono ai governi cinese, coreano e vietnamita di mettere al bando il consumo di carne di cane, non per un’imposizione dall’alto, ma perché è in atto un grande cambiamento: le società si modernizzano, le superstizioni arretrano, il cane sempre più è considerato un amico e un compagno di vita, non un manicaretto. Noi italiani, si sa, amiamo molto i cani e gli animali domestici e possiamo dare grande impulso ad una buona causa. La Mostra del Cinema di Venezia è una manifestazione culturale prestigiosa, che ora ha l’opportunità di richiamare l’attenzione del mondo intero sulla strage di cani in Oriente. Spero che questa opportunità non vada perduta, spero di vedere “Eating happiness” a Venezia, spero che la mobilitazione internazionale dia presto i suoi frutti” ha dichiarato l’Onorevole Brambilla.

“Chi conosce le culture dell’Estremo Oriente” continua l’on. Brambilla  “assicura che i “Bok Nal” in Corea del Sud (quest’anno cadono il 13 luglio, il 23 luglio e il 1 agosto) fanno impallidire il famigerato “Festival” di Yulin. Secondo il calendario lunare sono i più caldi dell’anno, nei quali (ma la “prescrizione” vale per tutta la parte centrale della stagione estiva) si mangia un alimento che, stando alla superstizione locale, rinfresca e rinvigorisce: la carne di cane, in zuppa o arrosto. Non si sa esattamente quanti animali perdono la vita, ma stime prudenziali su internet parlano di uno o due milioni, sottratti alle case, catturati per strada, trasportati dai villaggi o dagli allevamenti in condizioni igieniche spaventose, spesso torturati (alcuni credono che la carne così diventi più buona) e macellati con metodi crudeli. Purtroppo la tradizione è ben radicata e il meglio che si può fare, oltre ad esercitare pressione sulle autorità, è aiutare gli attivisti locali a salvare il maggior numero possibile di cani, per lo più acquistandoli dai loro aguzzini”. 

A parlare di questa mattanza di cani in Oriente anche Simon Kwok, vicepresidente di World Dog Alliance: “In Asia vengono mangiati 30 milioni di cani l’anno, il 70 per cento dei quali sono animali da compagnia sottratti alle famiglie. Il principale obiettivo della WDA, che può contare sul supporto della Humane Society degli Stati Uniti ed internazionale, è esercitare pressione sui governi asiatici perché metano fuori legge il consumo di carne di cane”.

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