Il cane Kaos, impegnato nei soccorsi dopo il terremoto nel centro Italia del 2016, è morto «per avvelenamento da metaldeide, un prodotto chimico usato in agricoltura come lumachicida». È questo il risultato degli esami finali dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Abruzzo-Molise, dopo le tante ipotesi dei giorni scorsi sulla causa del decesso dell’animale, dall’avvelenamento all’infarto.  

Dagli esami non è dato sapere se Kaos è stato vittima di un avvelenamento doloso o dell’assunzione volontaria della sostanza. Questo sarà valutato dall’inchiesta in corso dei servizi veterinari locali e dei carabinieri Forestali, coordinati dalla procura di L’Aquila. «Ancora non abbiamo i risultati ufficiali, li aspettiamo e poi valuteremo con i magistrati le prossime mosse», spiegano i carabinieri che si occupano della vicenda coordinati dal pm di L’Aquila, David Mancini.  

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Quest’ultimo risultato degli esami di certo è in linea con quanto affermato dal proprietario del cane da soccorso, Fabiano Ettorre. «Non ho ancora notizie ufficiali, sto apprendendo adesso da lei che il mio Kaos è morto per avvelenamento. Io lo avevo sospettato fin dall’inizio, onestamente non poteva trattarsi di infarto, il cane quando l’ho trovato perdeva sangue dalla bocca e so riconoscere certi sintomi», ha spiegato Fabiano che nella vita è un imprenditore di successo, amministra una azienda edile e un bar.  

L’ipotesi infarto, del resto, era sembrata strana anche ai due veterinari di Genova che si sono offerti gratuitamente di seguire la vicenda dell’addestratore. «Da un punto di vista clinico l’anamnesi riferita dal proprietario può far sospettare una forma di avvelenamento da Dicumarolo o altra sostanza tossica. Solo un esame tossicologico potrà rivelare la vera causa della morte», aveva spiegato ieri uno dei due veterinari di Ettorre, Pierluigi Castelli che aveva poi aggiunto: «L’infarto è rarissimo nel cane e l’eventuale etiologia cardiologica in un cane così giovane (aveva 3 anni e mezzo, ndr) e in assenza di precedenti sintomi correlati dovrà essere supportata da accertamento di malformazioni cardiache congenite».  

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