TREVISO Spara al cane e lo finisce a colpi di martello perché abbaia troppo. Per questo l’uomo, l’agricoltore 50enne Franco Lazzarin difeso dall’avvocato Paolo Pastre, è finito a processo con l’accusa di uccisione di animale e per aver esploso colpi di arma da fuoco in luogo abitato. Il padrone, colpito l’animale con un fucile da caccia, lo ha finito a martellateIl padrone, colpito l’animale con un fucile da caccia, lo ha finito a martellate

Ma lui si difende: «L’ho uccisa perché era diventata aggressiva». I fatti risalgono al 9 agosto 2014, quando l’uomo ha deciso di abbattere uno dei cani di casa, una femmina meticcia. La famiglia è apparentemente amante degli animali, i cani di casa sono infatti almeno sette e ci sono anche alcuni gatti. Quella sera, però, improvvisamente il 50enne ha deciso di prendere il suo fucile da caccia e di fare fuoco, per due volte, contro la cagnolina.

La testimonianza della nipote

Ad assistere impotente all’uccisione, la nipote ventenne dell’uomo che vive poco distante e che, sentiti i colpi di fucile, aveva subito chiesto l’intervento dei carabinieri. E ai militari, inizialmente, l’uomo aveva detto di aver ucciso il cane perché quella sera abbaiava troppo. Per questo era scattata la denuncia che lo ha portato alla sbarra e le armi, i fucili da caccia che deteneva regolarmente, gli erano stati sequestrati. «Quel giorno aveva cercato di mordere uno dei miei figli minori. L’ho fatto per proteggere i miei familiari». Quanto alle martellate Lazzarin nega, dicendo di averle solo sparato. Martedì è stata sentita anche la nipote, già in cattivi rapporti con lo zio, che ha confermato tutto.

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