ORGOSOLO. Li hanno appesi a una rete dopo averli massacrati di botte. È la barbara fine di due cuccioli di cane rinvenuti nei pressi delle campagne di Orgosolo da due turisti tedeschi. L’orrore si è materializzato qualche settimana fa, quando Marion e Thomas Littmann, in vacanza da qualche giorno in Sardegna, durante un’escursione nella zona di Pratobello a circa 2 chilometri dalla stazione forestale di Montes, si sono ritrovati all’improvviso la scena davanti ai loro occhi. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine e un veterinario dell’Assl nuorese, che ha riscontrato numerose lesioni nei corpi esanime dei due cuccioli.Un episodio agghiacciante che inizialmente era sembrato una tipica pratica intimidatoria, ancora molto comune, ma che si è rivelato, a un esame più approfondito, in realtà un triste caso di maltrattamento e uccisione. La segnalazione è arrivata nell’immediato anche all’associazione animalista cittadina Leidaa, Lega italiana difesa animali e ambiente, che nel denunciare il vile gesto lancia un appello alle istituzioni per chiedere un urgente inasprimento delle pene per i reati contro gli animali. «Sono indignata per questo gesto barbaro e disumano» commenta Bonaria Urgu, referente provinciale dell’associazione a tutela degli animali Leidaa.«L’orribile destino dei due cuccioli trovati appesi nelle campagne di Orgosolo è solo la punta dell’iceberg di un problema che affonda le sue radici nell’ignoranza e nella disinformazione» spiega l’attivista che conclude: «È ora di dire basta a questa cultura della violenza che consideragli animali come delle cose di cui disporre a proprio piacimento. Faccio un nuovo appello alle forze politiche affinché le leggi contro i reati a danno degli animali vengano inasprite, perché la realtà dei fatti è che oggi nessuno paga per queste efferatezze».

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