Non è dato sapere se Laki e Nikko siano i nomi dei gatti di casa Bosatelli, ma sono loro, questi micioni, rifiniti in oro lucido e avorio maculato, le mascotte e le prime realizzazioni oggettistiche di Chorustyle. Stilizzatissimi e lucidissimi (e non esattamente abbordabili nei prezzi al pubblico, da 500 a 1.200 euro), catturano gli sguardi e fanno da cornice, tra gli specchi del Four Season, nel Quadrilatero della moda milanese, alla nuova iniziativa industriale e commerciale del cavalier Domenico Bosatelli.

Moda, arredo, oggettistica: et voilà, l’idea che si dirama su tre filoni identitari dello stile italiano nel mondo è servita nel segno di un’eccellenza produttiva che poggia, per questa presentazione meneghina in anteprima, su una lussuosa scrivania laccata e su una altrettanto esclusiva bicicletta in mogano (firmate da Sana Arredamenti con cui Chorustyle ha avviato la collaborazione). Tutto il resto, arriverà; la linea sportivo-chic con una collezione per l’autunno inverno del prossimo anno, altri arredi ed altri oggetti (con un campionario e prezzi tutti da scoprire).

La filosofia «no-limits» del patron Gewiss, «non accetto i limiti, la vita è cambiamento continuo, ho passato una vita a cambiare e a cercare di migliorare la qualità della vita», è il sale imperante di questa nuova avventura imprenditoriale che riporta a nuova vita anche l’ex area Triumph di Trescore. Là dove lavoravano in 600 nel confezionare intimo e costumi da bagno, tornerà una nuova forza lavoro: 30 mila metri quadrati sono uno spazio infinito dove, anticipa Bosatelli, «si potrà ideare e produrre. E pure fare sfilate. Vedremo passo dopo passo dove potremo arrivare». La progettazione, l’ideazione e la commercializzazione, con staff dedicati su ciascuno dei segmenti, sarà interna ma dialogherà con il know how di realtà di eccellenza che si occuperanno della produzione. Anche se non è escluso che, in un futuro, ha anticipato Bosatelli, «i falegnami possano lavorare lì dentro».

Il bello delle progettualità del cavaliere sta proprio nel tenere aperte infinite possibilità. Idee ardite in campi già affollati (moda, interior design e oggettistica sono un must dell’Italian style), dove anche l’elemento finanziario, che farebbe tremare i polsi, diventa secondario. Il cumulo dei due Chorus, il «life» immobiliare e lo «style» di contorno, è di 200 milioni di euro. «Se li ho, i soldi, non mi preoccupo di spenderli — conclude Bosatelli — piuttosto il mio pensiero è quello sapere che ritorno dell’investimento posso avere». È questo l’aspetto dirimente e convincente delle scelte di un uomo che si potrebbe definire un imprendi-sognatore. Da dove siano nati i suoi sogni lo si capisce quando gli chiedono della scelta del gatto che compare stilizzato nel logo: «Quando d’inverno, nei tempi di guerra, avevo freddo, lo portavo con me a dormire e mi scaldava».

6 settembre 2018 | 11:32

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