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Dries, il gatto con gli stivali azzurri

(di Gennaro Di Finizio) – Scetticismo, acerrimo nemico dell’uomo. È spesso questo che rovina le belle speranze, le dolci attese, le nuove avventure. Scetticismo, lo stesso che accompagnò l’arrivo di Dries Mertens all’ombra del Vesuvio. Ricordate? C’era chi pronosticò addirittura “non più di otto partite da titolare con la maglia del Napoli” (Ah, povero Eziolino). Eppure, dopo cinque anni, il belga è ancora qui, e mica come uno qualunque: Mertens nel corso dei suoi anni azzurri è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante, decisivo per le sorti del Napoli.

Poi, è chiaro, la storia di Mertens ha avuto anche la fortuna di intersecarsi con quella di maestri di calcio assoluti: da Rafa Benitez a Carlo Ancelotti, passando per Maurizio Sarri, il belga con agilità ed arguzia felina ha sempre trovato la strada giusta per calcare il campo, buttare in rete il pallone e rendersi tremendamente importante per la squadra. Chiaro, con Rafa non fu semplice: Dries spesso e volentieri partiva dalla panchina, risultando devastante, certo, ma pur sempre inchiodato alla panchina. Ed allora qualcuno mugugnava, perché un attaccante importante ha bisogno di giocare, sempre. Se non giochi dall’inizio un motivo ci sarà.

Poi via Benitez, benvenuto Sarri. Il primo anno di Dries con Maurizio fu sempre lo stesso, con un minutaggio risicato. Anche perché là davanti Insigne non mollava un centimetro, mentre al centro Higuain si preparava  raccogliere il record di gol in Serie A. Gonzalo, poi, ha lasciato il posto ad Arek Milik. Facile, no? Esce una punta e ne entra un’altra. E se poi il nuovo arrivato si fa male, e non hai modo di correre ai ripari sul mercato? Ed eccoci arrivati alla svolta, targata Sarri: l’intuizione dell’attuale tecnico del Chelsea, che propose Mertens come falso nueve per ottemperare alla mancanza di Milik, è risultata a dir poco geniale. E il belga, con arguzia felina, ha sfruttato la sua opportunità nel miglior modo possibile: ben 67 i gol sotto la gestione Sarri per Dries, alcuni di questi di pregevole fattura.

E Mertens, credeteci, quel posto lo ha ormai stretto negli artigli, e non vuole mollarlo più. Nemmeno dopo la guarigione di Milik dal primo infortunio, il belga si è lasciato spaventare. Ma la sorte a volte ti spinge verso una direzione ben precisa: Arek di nuovo fuori per un secondo infortunio, e Dries ben saldo nel nuovo ruolo di centravanti. È il destino, mica puoi farci qualcosa?

E con l’arrivo di Ancelotti? E con il nuovo – e si spera definitivo – recupero di Milik? Eccolo là, lo scetticismo. Sempre pronto a stroncare l’avventura del nostro ‘Gatto con gli stivali azzurri’ che, potete giurarci, nemmeno stavolta si è fatto intimidire. Proprio come nella favola di Charles Perrault, il nostro felino belga continua a portare fortune al Napoli, come in occasione del terzo gol che sabato sera al San Paolo ha abbattuto definitivamente il Milan di Gattuso.

Dries, dunque, è ancora lì. Sempre più leader di una squadra che ora ha bisogno di lui, dentro e fuori dal campo. Perché Mertens è testimonianza storica di come sia possibile amare incondizionatamente i cani, ma al tempo stesso avere sette vite, come i gatti.

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