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Per ora è un prototipo, magari diventerà un gadget divertente per giocare con il proprio gatto, ma le promesse scientifiche per comunicare con l’uomo sembrano poco fondate

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Prendi il tuo gatto, fagli indossare un collare hi-tech e come per magia sarà in grado di parlare quasi come fosse un essere umano. Questo, in sostanza, è l’annuncio dell’azienda Temptations, che si occupa di accessori per felini domestici e sta lanciando il prototipo di un accessorio per gatti ad alto contenuto tecnologico e battezzato Catterbox.

L’oggetto, che ricorda molto il collare mostrato nel film Up della Pixar e utilizzato dal cane parlante Dug, sarebbe stampato in 3D e riuscirebbe a registrare in diretta i miagolii, analizzandoli in tempo reale. Dopo averli adeguatamente interpretati e tradotti in linguaggio umano, Catterbox li comunicherebbe ai padroni tramite un altoparlante posto all’interno del collare e collegato via bluetooth allo smartphone, grazie a cui sarebbe possibile anche personalizzare una parte delle opzioni, fra cui il tipo di voce.

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Il video promozionale che sta circolando in tutto il mondo in questi giorni e che ha già superato il milione di visualizzazioni ha suscitato le reazioni più disparate.

Anche in Italia si va dall’ottimismo di Diregiovani, che dà la cosa ormai per assodata, al cauto scetticismo di Bufale.net che, memore del Meowlingual cat translation di qualche anno fa, ne parla come di una storia già sentita e (per ora) mai diventata realtà. Più o meno lo stesso sta accadendo anche all’estero, dove alle promesse ottimistiche del Daily Mail fa da contraltare l’analisi molto più fredda e razionale di The Verge.

E quale sarebbe la tecnologia alla base di Catterbox? Secondo gli ideatori, che nel video promozionale mostrano persone al lavoro sui software di analisi per i toni dei miagolii, il sistema sarebbe in grado di riconoscere fino a una ventina di diversi segnali vocali dei gatti, che corrisponderebbero ad altrettanti messaggi lanciati ai propri padroni. Si va dal semplice ciao, fino al questo cibo mi piace o al preparami la colazione del mattino presto, o addirittura a qualche insulto di protesta.

(Foto: Temptation/Catterbox)

La storia comincia a somigliare a una bufala quando se ne parla come di un “collare prodigioso”,  capace non solo di dare voce ai gatti ma soprattutto di creare una corrispondenza precisa con il linguaggio e la comunicazione umana. Un’idea stimolata dalla mission dell’azienda, capace di rispondere a “un bisogno primordiale” di dialogo tra uomo e animali domestici, o peggio un oggetto che riesce a farci conoscere “il pensiero dei nostri gatti”. Quello che proprio non regge nel video, in particolare, è che “studi scientifici mostrano che i gatti miagolano solo per comunicare con l’uomo”, così come la riduzione dei suoni prodotti da un felino a un insieme molto ridotto di significati.

Al contrario, invece, il repertorio vocale dei felini è enorme, e proprio per questo ci sono ricerche scientifiche volte a studiare la complessità della comunicazione in condizioni particolari, come ad esempio durante un momento di paura. Senza tenere conto che la comunicazione animale, e dei gatti in particolare, comprende anche la parte non sonora del linguaggio del corpo tramite la posizione e il movimento di coda, occhi, collo e testa. Poi, tra l’altro, non è chiaro come il dispositivo sarebbe in grado di adattarsi alle differenze tra i miagolii delle diverse razze o anche da esemplare a esemplare: una questione tecnica molto complessa che la stessa azienda ha riconosciuto, ma per la quale ha fornito solo risposte generiche.

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Va comunque precisato che lo stesso Temptations Lab ne parla come un oggetto allo stadio di prototipo, con elementi piuttosto vaghi sia sul funzionamento sia sul livello di affidabilità. Quasi certamente, insomma, si tratta più di un lancio commerciale e di un tentativo originale di farsi pubblicità più che della messa in vendita di un oggetto. Forse più che una bufala la potremmo definire una manovra di marketing un po’ azzardata. In ogni caso non è noto se e quando un simile dispositivo verrà messo in commercio, né quale potrebbe essere il suo prezzo di vendita al pubblico.

Con tutta probabilità, ammesso e non concesso che il Catterbox arrivi davvero sugli scaffali, sarà un gadget (forse) divertente che parlerà con voce umana quando stimolato dal miagolio di un gatto, senza troppe pretese di corrispondenza a livello di significato. Ecco qui altri esempi forniti dall’azienda.

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