Roma, 21 dic. (askanews) – Mai più soli come un cane in Svizzera, o almeno per quanto concerne i quadrupedi stessi. Perché dal primo gennaio scatterà l’obbligo di registrazione nella banca dati nazionale per cani (consultabile al sito internet amicus.ch). Un obbligo deciso per evitare maltrattamenti, abusi e anche la diffusione di malattie, di cui la più temuta è la rabbia.”Attualmente – spiega infatti il governo della Confederazione con un comunicato – un cane su due viene importato dall’estero, purtroppo spesso per vie illegali. La tentazione di fare soldi facilmente, induce venditori senza scrupoli a vendere cuccioli troppo giovani, separati prematuramente dalla madre, poco socializzati e spesso malati”.”Alcuni di questi cuccioli provengono da regioni o da Paesi in cui è diffusa la rabbia. Se questi cuccioli non sono vaccinati o sono scarsamente vaccinati, sussiste per noi il rischio di reintrodurre questa spaventosa malattia in Svizzera”.La moderna banca dati nazionale “continuerà a garantire le premesse per una registrazione di alta qualità di ogni singolo cane in Svizzera. Una completa tracciabilità dei cani costituisce la base per portare alla luce e combattere le importazioni illegali di cuccioli e di cani malati. Inoltre – afferma Berna – offre la base per rintracciare cani abbandonati come pure di quelli scappati e permette di viaggiare senza impedimenti con il proprio cane”.Tutti i cani detenuti o importati in Svizzera devono essere registrati. Ogni cambiamento di detentore deve essere notificato. L’identificazione elettronica mediante microchip e la completa registrazione nella banca dati per cani rappresentano gli elementi basilari per garantire una completa tracciabilità e una migliore tutela dei nostri cani e della popolazione. Dall’obbligo, precisano da Berna, sono esentati i turisti che passano le loro vacanze in Svizzera.

21 dicembre 2015

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