Brescia, 1 aprile 2018 – L’ultimo arrivato si chiama Barth, un pastore belga di otto mesi. Ingaggiato in gennaio dal Comune di Brescia e ora in addestramento, a giugno una volta “diplomato” prenderà servizio al nucleo di polizia giudiziaria della locale. Una punta di diamante i quattro cani poliziotto del comando di via Donegani, “nasi” antidroga imbattibili che prestano il fiuto a buona parte delle forze dell’ordine lombarde. «Sono una risorsa preziosa, ci consentono di operare ricerche mirate, di andare a colpo sicuro e risparmiare molto tempo – spiega il commissario capo Alessio Moladori, comandante del nucleo –. Ma anche di stanare stupefacenti in posti inaccessibili. Penso per esempio all’anno scorso. Con la questura abbiamo trovato due chili di eroina seppelliti sotto l’argine del Mella. Da soli non ce l’avremmo mai fatta».

In provincia di Brescia solo a Montichiari c’è un altro investigatore a quattro zampe che lavora per la Finanza. Le altre unità sono dislocate a Orio al Serio (carabinieri) e a Milano (polizia). L’inizio del 2018 è coinciso con un rinnovamento della squadra. Le colonne con più di 10 anni di servizio – la vita media operativa di un cane – sono state sostituite dalle nuove leve. Apache, morto a 11 anni di malattia, è stato sostituito da Barth, che ora in coppia con il suo conduttore segue i corsi tre giorni a settimana dai cinofili di Milano. Cico, pensionato a 11 anni, ha lasciato il posto a Thor, due anni e mezzo. Gli altri “colleghi” sono Tir, erede dell’anziano Iaxi deceduto nel 2016, e Zar, nuovo acquisto. «Tranne Barth, pastore belga, una razza per il cui addestramento serve essere più esperti ma che soffre meno di guai fisici, sono solo pastori tedeschi – continua Moladori –. Una scelta sperimentata che ci consente interventi in sicurezza nelle scuole e nei parchi, gran parte della nostra attività».

Un paio di volte alla settimana i super cani perlustrano infatti l’ingresso degli istituti, mentre tra le 15 e le 17 volte all’anno entrano in classe. Sempre in coppia con i conduttori, agenti che garantiscono continuità di servizio per almeno otto anni e che hanno conseguito il patentino, i poliziotti Fido devono passare una rigorosa selezione: «Sono sottoposti a uno screening morfologico e di salute e a un test dell’istinto pedatorio. Se tutto va bene li si addestra su due fronti: l’obbedienza – perché quando il cane cerca gira tra la gente senza guinzaglio, e l’intervento deve avvenire in sicurezza –, e il fiuto per le droghe, simulate da sostanze chimiche inerti che presentano le molecole olfattive degli stupefacenti ma sono innocue. Come premio vincono il manicotto di pezza, un giocattolo da mordere»

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