I premier perdono, si dimettono, muoiono, e, quando accade, cambiano residenza, mentre lui rimane una delle istituzioni britanniche più solide. Si tratta del gatto di Downing Street 10, residenza dei premier britannici.

Per la verità dei tanti gatti che hanno «servito» la patria inglese, c’è stata almeno un’eccezione. Si tratta di Humphrey, il gatto che per 18 anni fece compagnia a Margaret Thatcher e che, all’avvento di Tony Blair, venne sfrattato in malo modo. Poteva il popolo che vanta la prima associazione per la protezione degli animali al mondo, passare sopra uno sgarbo simile? Non per questo Blair è caduto in disgrazia, ma l’atteggiamento di poca condiscendenza nei confronti dei quattrozampe di Downing gli ha fatto inimicare parte della popolazione britannica, notoriamente molto attenta nei confronti dei diritti e del benessere animale.

In seguito venne Sybil, gatto privato del cancelliere dello Scacchiere pro tempore Alistair Darling, ma il felino non riuscì ad ambientarsi e lasciò vacante il suo posto. Lo scorso aprile il Foreign Office «assunto» Palmerston, per tenere sotto pressione i roditori di Westminster. Oggi la celeberrima residenza inglese vedrà un altro trasloco. Cameron darà incarico di caricare le valigie sulle grandi automobili di rappresentanza, mentre da altri veicoli austeri e blindati, gli autisti scaricheranno gli effetti personali di chi, in quella dimora, verrà ad abitare: Theresa May che ha pensato bene di presentarsi subito al popolo britannico, preoccupandosi della sorte di Larry, l’inquilino fusante e baffuto di Downing Street. La sua sorte sarà diversa, ha tenuto a precisare una fonte governativa che è stata subito ripresa dal Guardian. «Larry non appartiene ai Cameron ma è un impiegato dello Stato». La conseguenza è ovvia. Nessuno può sfrattare impunemente e senza una «giusta causa» chi lavora per la patria tenendo lontani i topi dalla residenza dei premier britannici.

Larry è un «tabby» (gatto tigrato) bianco e marrone ed è stato prelevato cinque anni fa nell’oasi-rifiugio per cani e gatti di Battersea, a Londra. Il micio ha dimostrato, da subito, un forte istinto di predazione e un talento notevole nel cacciare roditori e, anche per queste sue tipiche capacità feline, è stato ben accolto dai Cameron che affremarono di avere trovato una «grande aggiunta» alla squadra di Downing Street. Come è noto a chi stanno a cuore le sorti dei felini, i gatti sono animali abitudinari e hanno due grandi nemici: i traslochi e le porte (molto più dei cani). Si affezionano alla casa dove sono nati o dove hanno vissuto la maggior parte del tempo e guai a strapparli via da quelle radici. Possono cadere in gravi stati depressivi a causa del profondo stress. Lo sapeva bene Winston Churchill, di certo il più amato statista britannico, che aveva una passione smisurata per gli animali, con una speciale predilezione per i felini. Il suo Jock era seduto sul suo letto quando Churchill morì nella sua casa di Londra e lo statista stesso scrisse di sua mano che un ginger cat rossiccio con zampe e petto bianco di nome Jock avrebbe per sempre abitato la sua casa di Chartwell. Con Theresa May pare che questa tradizione inglese verrà rispettata e, nel frattempo su Twitter è stato creato un account ufficiale sotto il nome di Larry.

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