Una delle tante partecipanti

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Savona – La tregua delle festività natalizie ha solo abbassato i riflettori sulla bagarre dell’ormai nota “ordinanza anti-pipì” dei cani. Quella che vieta ai migliori amici dell’uomo di fare i bisogni sui marciapiedi delle vie centrali di Savona.

Così, se nel silenzio di Natale e Santo Stefano le associazioni animaliste hanno comunque lavorato per incrementare la petizione da presentare al sindaco, il primo cittadino ha lasciato emergere la volontà di riflettere ulteriormente sul testo in vigore da una settimana. Tanto che ieri, pur con toni duri e inflessibili, Ilaria Caprioglio ha rilasciato una dichiarazione, che apre la strada a possibili ritocchi. Concetto che era trapelato già il giorno della doppia manifestazione canina, l’antivigilia di Natale, quando aveva definito l’ordinanza come “perfettibile”, quindi migliorabile.

«L’ordinanza – ha detto la Caprioglio – è in vigore e resta immutata nella sostanza. Stiamo valutando alcune precisazioni per evitare fraintendimenti e prevenire interpretazioni errate di alcuni passaggi, a tutela degli utenti. Stiamo, inoltre, predisponendo la realizzazione di cartelli informativi, da posizionare nelle vie interessate dal provvedimento. Ribadiamo, inoltre, l’impegno di spesa per la risistemazione di due aree canine e l’interessamento di privati per attrezzarne altre quattro, come già comunicato in sede di conferenza stampa».

Sui fraintendimenti possibili, la risposta è arrivata dall’Enpa, che ha evidenziato come la lettura dell’ordinanza sia univoca. «A leggere puntualmente il testo diffuso dal sindaco – il commento del vicepresidente Enpa, Gianni Buzzi – la sanzione da 50 a 500 euro dovrà essere pagata anche da chi, dopo che il suo cane ha fatto la pipì attaccato al pilastro, avrà lavato la minzione con la bottiglietta d’acqua. E statene certi, qualche inflessibile vigile urbano, che del resto è tenuto a far rispettare le norme, la applicherà».

Se sia questo il punto su cui il primo cittadino intende rivedere il testo è tutto da capire e i dubbi si potranno sciogliere soltanto nei prossimi giorni. Intanto anche il Movimento Cinque Stelle sta portando avanti la battaglia legale contro l’ordinanza con una raccolta fondi, necessaria per presentare ricorso al Tar. «In caso il sindaco decida, in modo sensato, di fare marcia indietro, i soldi raccolti verranno destinati ad associazioni animaliste. In caso contrario andremo avanti, convinti dell’illegittimità del documento», hanno fatto sapere.

Infine, i commercianti, che, secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, sono stati gli strenui sostenitori dell’ordinanza. Mentre in via Paleocapa qualcuno ha dovuto fare i conti con qualche vendita in meno, a causa dell’azione “Boicottiamo i negozi del centro”, meglio sono andate le cose per gli esercenti di via Pia. Dove c’è chi, sulla scia dell’entusiasmo, ha offerto un piccolo sconto ai chi fosse accompagnato negli acquisti da un cane.

Un assist al sindaco è arrivato, invece, dal noto fotografo Oliviero Toscani, che, in un’intervista a Radio Radicale, interpellato sull’argomento, ha dichiarato che «fossi sindaco io, non permetterei ai cani nemmeno di stare in città».

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