LECCE – Storie ordinarie di scarso amore per gli animali, frutto a volte di ignoranza, altre di cattiveria pura. E se a Leverano è intervenuto l’Enpa per strappare due cani alle cure a dir poco scarse del proprietario, quest’altra storia arriva da Lecce e parte da una segnalazione di una lettrice. La quale, non senza sorpresa, ha fatto ieri una scoperta incresciosa: due gatti infilati in un sacchetto di plastica gettato per terra, fra le ruote delle auto parcheggiate. Un gesto che definire barbaro è riduttivo.

Qualcuno, forse per insano divertimento, o semplicemente per un odio personale nei confronti dei felini che girano liberi in zona, nel rione San Lazzaro ha deciso di sbarazzarsi così dei due poveri animali che, probabilmente, sarebbero morti, se non avessero trovato soccorso del tutto casuale nelle mani della donna.

Il fatto, spiega, è avvenuto ieri sera, fra le 19,30 e le 20, in via Achille Carducci. E’ una stradina più interna del rione, San Lazzaro di Lecce, che collega via Giovanni Gentile con via Giuseppe Desa. Lei era a spasso con il suo cane, quando l’attenzione è stata richiamata da alcuni lamenti. Ha scoperto in breve che provenivano da una busta chiusa, con un solo buco molto piccolo. Era stata posata accanto a un’autovettura e dentro c’era una seconda busta, dalla quale sbucava la testa di un gatto.

La donna racconta di aver provveduto immediatamente a chiamare la polizia locale, la quale, però ha riferito che le guardie zoofile non sarebbero potute arrivare. Probabilmente non in tempi brevi. Così, non ci ha pensato un istante e ha provveduto personalmente ad aprire la busta. E qui la sorpresa è stata doppia: dentro c’era un altro gatto. Entrambi, una volta liberi, si sono rifugiati in un giardino vicino.

“Vi scrivo per segnalare questa situazione affinché la gente possa venire a conoscenza dell’esistenza di esseri così spregevoli”, scrive la donna. “Spero che l’informazione riesca veramente a far cambiare le cose”, conclude. E noi tutti ci speriamo. Ma sappiamo che è una battaglia complessa, contro l’ottusità e l’intolleranza di chi non sa covare nient’altro che rancore nel proprio cuore.