Wolbachia è un batterio gram negativo, endosimbionte obbligato (per soppravvivere deve parassitare un ospite) che riveste una notevole importanza per la filariosi cardiopolmonare del cane e del gatto.


Wolbachia infetta una grande varietà di specie che poi parassitano l’uomo o gli animali animali domestici:
• i nematodi, vermi parassiti, responsabili delle filariosi linfatiche, dei quali quelli nocivi all’uomo sono Wuchereria bancrofti, Brugia malayi e Brugia timori. Estrema conseguenza di una filariosi linfatica non curata è l’elefantiasi.





• i nematodi responsabili di filariosi oculo-cutanee come l’Onchocerca volvulus che causano l’oncocercosi detta anche cecità del fiume
• i nematodi responsabili di filariosi cardio-polmonare del cane come Dirofilaria Immitis hanno una simbiosi con Wolbachia.


• Si è visto che molti di questi organismi non riescono più a riprodursi senza la presenza di Wolbachia la cui eliminazione comporta in genere la morte o la sterilità dell’ospite (il parassita). Di conseguenza, le attuali strategie per il controllo comprendono l’eliminazione del parassita eliminando in prima battuta la Wolbachia che lo infetta. La terapia del parassita comprende l’uso di semplici antibiotici molto meno dannosi degli antielmintici usati in passato per eliminare i parassiti.


Il battere è stato identificato nel 1924 da Marshall Hertig e S. Burt Wolbach nella zanzara comune: Culex pipiens. Hertig lo descrisse formalmente nel 1936 dandogli il nome di Wolbachia pipientis. Nel 1990, Richard Stouthamer dell’Università della California a Riverside scoprì che Wolbachia può rendere superflui i maschi di alcune specie trasformando il sesso degli individui infettati a proprio piacimento. Wolbachia si distingue per alterare in maniera significativa la capacità riproduttiva dei suoi ospiti.
Questo è di notevole interesse sia per la sua distribuzione ubiquitaria che per molte diverse interazioni evolutivo. Wolbachia riveste un ruolo nella differenziazione sessuale degli artropodi infettati e, pur potendo infettare molti tipi diversi di organi, le infezioni a livello gonadico sono quelle che comportano maggiori conseguenze.







Per quanto riguarda la filariosi cardiopolmonare Wolbachia riveste importanza nella patogenesi e immunologia della filariosi perché causa chemiochinesi e produzione di citochine pro-infiammatorie nei neutrofili.
Wolbachia viene rilasciato dalle filarie alla loro morte spontanea o causata dalla terapia, la presenza del batterio libero causa infiammazione. Wolbachia può essere eliminata dai parassiti tramite una terapia antibiotica eseguita sull’ospite. L’eliminazione della Wolbachia da una parte detrmina alterazione nella riproduzione delle filarie e dall’altra un evidente effetto antinfiammatorio e può essere utile associare la terapia antibiotica al trattamento adulticida.
Prossimamente parleremo di terapia e prevenzione della filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto, vecchi e nuovi protocolli terapeutici.


Articolo a cura del dott. Bartolomeo Borgarello www.clinicaborgarello.it
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