È andata all’aeroporto con il suo cane per salire sul volo della compagnia Volotea diretto a Torino, dove all’ospedale Molinette avrebbe dovuto effettuare dei controlli, ma arrivata agli imbarchi le è stato comunicato che l’animale domestico non sarebbe potuto salire a bordo: da qui la decisione di rinviare il viaggio. È successo mercoledì mattina a una donna palermitana di 39 anni, ginecologa, che, accompagnata dalla madre, avrebbe dovuto raggiungere il Piemonte per andare nella struttura dove è in cura. «Una hostess di terra, in un primo momento, ci aveva rassicurato sulla possibilità di portare a bordo il nostro cane, un chihuahua di tre mesi che avevamo in una cuccetta – dice la madre della padrona dell’animale -, ma successivamente ci è stato comunicato che il comandante aveva disposto diversamente». La motivazione? «Ci è stato detto che erano già presenti due cani sul volo, ma allora perché all’inizio ci hanno dato il via libera?».

Effettivamente, sul sito della compagnia aerea, nel campo gestisci prenotazione, è spiegato che sullo stesso volo non possono viaggiare più di due animali domestici, cani o gatti che siano: «Puoi viaggiare con il tuo cane o gatto nei nostri aerei. Ricorda che è permesso un solo animale per passeggero e che possono viaggiare sullo stesso volo solo due animali», recita l’avviso. «La possibilità di portare a bordo un animale è un servizio a pagamento – dicono a MeridioNews dalla compagnia – che va acquistato contestualmente con il biglietto aereo del padrone dell’animale, oppure successivamente, accedendo alla prenotazione attraverso la sezione gestisci la tua prenotazione. Nel caso in cui il numero massimo di animali a bordo sia stato raggiunto, il sistema di prenotazione online non offre più questo servizio, quindi si sa già dal momento della prenotazione se è possibile viaggiare o meno con il proprio animale».

«Non abbiamo effettuato la prenotazione online, ma avevamo il certificato medico che attestava come la compagnia del cane sia una terapia alla quale mia figlia non può rinunciare e il certificato di invalidità», afferma la madre della donna che avrebbe dovuto prendere il volo, che non si dà per vinta. «Mi sono già rivolta a un avvocato per sondare la possibilità di un risarcimento del danno. Abbiamo sostenuto altre spese per acquistare i biglietti per un nuovo volo, inoltre abbiamo dovuto posticipare i controlli medici ai quali mia figlia deve sottoporsi. il comportamento del comandante – conclude la donna – ci ha amareggiato moltissimo».

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