Il viaggio della speranza da Amman a Milano è solo la prima parte di una storia del cuore la cui protagonista è una gatta tutta nera raccolta per strada da una volontaria in missione umanitaria in Giordania. Una volta giunta nel quartier generale di Mondogatto, Mia ha ricevuto tutte le cure necessarie. Per garantire una vita dignitosa a questo randagio di circa 10 anni, tutto ciò non era ancora abbastanza: le condizioni di salute della micia sono precarie, è ipovedente, positiva al test dell’Aids felino (Fiv), ha una zampetta lesionata ed è stata operata per un nodulo alla mammella. Non ha un’aspettativa di vita lunga e ha troppi acciacchi per vivere in maniera dignitosa tra gli altri gatti, pur coccolati come sono tra i recinti del Gattile di via Schievano.

Per Mia ci voleva una famiglia, e così che Mondogatto ha lanciato un appello per un’adozione del cuore. La seconda parte della storia non è meno bella della prima, perché all’appello ha risposto Claudia Gianotti, che ha adottato la micia e l’ha introdotta con mille accorgimenti nella sua casa dove vivono già tre gatti maschi. Nemo è un gatto nero raccolto per strada a Napoli, Yoda, più timido degli altri, è bianco e grigio. Infine, Blue, gatto nero dal pelo lungo che proviene anch’esso da Mondogatto. Claudia ha una vera e propria passione, che condivide con il marito, per i gatti, e oltre a quelli che ha in casa si prende cura dei randagi di una minuscola colonia felina in corso Buenos Aires.

«Non me la sono sentita di lasciarla morire in una gabbia», racconta. Mia oggi ha un nuovo nome, Aysha, che in arabo significa vita. In casa si è già ambientata con gli altri. «Nemo, Blue e Yoda le lasciano il passo». Lei ha la precedenza sul cibo e la scelta degli spazi. «Nonostante le mie paure iniziali si è costruita un’atmosfera un po’ magica». Claudia non è nuova ad esperienze di questo tipo. «Per mio suocero, vedovo e 82enne, abbiamo di recente adottato Oriana, una micia anziana peraltro molto tranquilla» spiega Claudia. «Da quando è arrivata lui ha ritrovato la motivazione di alzarsi dal letto, uscire di casa per fare la spesa, per sé e per il gatto. Ha ricominciato a parlare con le persone, ad avere quella spinta in più che prima gli mancava».

2 maggio 2018 | 11:22

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