Non è un problema solo di noi umani. L’obesità e il sovrappeso interessano anche cani e gatti. «L’obesità è il disordine nutrizionale più comune – conferma Carla Giuditta Vecchiato, medico veterinario, dottore in ricerca alla facoltà di scienze veterinarie di Bologna -. E si stima che dal 30-40 per cento dei cani e di gatti siano in sovrappeso».

Il ruolo dei proprietari

Perché un pet sia considerato in sovrappeso deve superare del 15 per cento il peso ideale. Sovrappeso e obesità negli animali «non sono patologie spontanee – prosegue la nutrizionista – ma indotte, dipendono dall’aumentato apporto calorico rispetto al fabbisogno nutrizionale e poiché è il proprietario che dà da mangiare ai suoi pet è dunque il responsabile di un corretto stato nutrizionale». Il passo più importante da parte del proprietario è riconoscere che il pet è fuori forma. «Senza questa consapevolezza è quasi impossibile iniziare il dimagramento di cane o gatto di casa».

Le razze più a rischio

Ci sono razze canine più predisposte all’obesità come il gruppo Retriever, Labrador e Golden, ma anche i Beagle, i Cocker Spaniel, i Rottweiler. Oltre a pesarlo, per esempio durante la visita periodica dal proprio veterinario, è possibile utilizzare la tabella del Body Condition Score che fornisce dei parametri oggettivi utili a comprendere quanto l’animale è fuori forma. Per i gatti più che la predisposizione ad ingrassare conta la vita strettamente casalinga. Il micio infatti avrà sempre cibo a disposizione ma poche occasioni di fare movimento e rari momenti di gioco. Ad eccezione di quelli che il proprietario gli potrà dedicare.

Attenti ai «premietti»

Anche il premietto, lo snack, può influire sul sovrappeso. «La quantità di crocchette che gli sarà data come premio deve essere inserita nel computo di calorie complessive della giornata», conclude Vecchiato. Gli errori umani in materia di errata alimentazione del proprio pet possono costargli caro in termini di salute: «L’animale in sovrappeso oppure obeso è più predisposto a sviluppare patologie o aggravare quelle che si manifestano nell’età avanzata come i disturbi del tratto urinario, respiratori, cardiocircolatori ed endocrini, a cominciare dal diabete».

30 luglio 2018 (modifica il 30 luglio 2018 | 14:55)

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