Di specifiche e dettagli sulla Leishmaniosi è pieno il web, eppure molti non sanno ancora di cosa si tratti e preferiscono evitare qualsiasi contatto con il malcapitato animale. Quindi, cerchiamo di fare chiarezza.

Le Leishmaniosi non è contagiosa. La Leishmania è un microorganismo che parassita l’uomo e gli animali causando la Leishmaniosi. È opportuno capire che il cane ammalato di Leishmaniosi non è in grado di trasmettere la malattia per contatto, nemmeno di sangue, a chi ha intorno, né a persone né ad animali: «Soltanto l’insetto può trasmettere la Leishmania a un cane», spiegano gli esperti. Questo perché la Leishmania soggiorna in un determinato insetto, vi si diffonde e poi, attraverso la sua puntura, colpisce gli uomini e gli animali . In Europa l’insetto vettore di Leishmania si chiama pappataci o flebotomo; in altre zone invece è una cimice ematofaga.

Lo ripetiamo ancora una volta: non può esservi un’infezione diretta da cane a cane o da cane a uomo; il cane infetto non può infettare gli altri; la Leishmania può essere presa soltanto dal pappataci e per prenderla si deve essere punti da un insetto a sua volta contagiato per suzione di sangue di un soggetto infetto. Quindi: la Leishmaniosi non è una patologia contagiosa.

È giusto precisare che, in teoria, potrebbe verificarsi una trasmissione transplacentare ed è per questo motivo che viene consigliato di evitare l’accoppiamento fra cani malati. Altrettanto importante è considerare che, se si vive in una zona endemica (area in cui la malattia è molto diffusa), non c’è alcuna ragione di temere il proprio cane infetto, più di tutti quelli presenti nella stessa area; senza contare l’importanza degli animali selvatici che possono fungere da serbatoio del parassita (ratti, volpi, pipistrelli, ecc.).

L’infezione umana. Stesso ragionamento da fare prima di domandarsi se il proprio cane sano corra qualche rischio ad avere contatti con cani a cui è stata diagnosticata la malattia (ricordiamo che, a differenza di quanto si è a lungo sostenuto, sono infettanti non solo gli animali sintomatici, ma anche gli asintomatici). Nelle regioni italiane in cui è più diffusa, la Leishmaniosi umana colpisce 1 soggetto ogni 200mila abitanti, e in genere si tratta di individui immunodepressi (HIV positivi, trapiantati, altre situazioni di immunodeficienza); probabilmente molte persone che vivono in zona endemica vengono punte dai flebotomi infetti, ma solo un’infinitesima parte di esse si ammala di Leishmaniosi; nei Paesi in cui la leishmaniosi rappresenta un grave problema di salute pubblica (non è il caso dell’Italia), meno del 5 percento dei soggetti esposti al contagio mostra segni clinici d’infezione; il fatto di avere in casa uno o più cani ammalati non è mai stato messo in relazione con un rischio maggiore di malattia umana.

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