ZURIGO – Coniglietti, porcellini d’India, topolini. Sono molti gli animali domestici che le persone prendono con sé, ma trascorso un po’ di tempo alcuni si rendono conto di non essere più in grado o di non avere più voglia di prendersene cura. Cosa fare allora? In alcuni casi i padroni di questi animali si rivolgono agli zoo. 

Allo zoo di Zurigo, ad esempio, gli animali domestici “abbandonati” vengono dati in pasto ai predatori carnivori. E chi li lascia allo zoo non solo ne è a conoscenza, ma firma una dichiarazione di consenso. Questo accade circa sei volte all’anno, secondo il direttore Alex Rübel. 

Prima vengono uccisi – «Conigli e porcellini d’India vengono prima uccisi da un veterinario per poi diventare il pasto di tigri, leoni e leopardi», spiega Rübel. I topini vengono invece dati ai gufi. Allo zoo di Zurigo si sono rivolti anche i proprietari dei cani, che non sono stati accettati dalla struttura. «Sanno che allo zoo non abbiamo cani. Volevamo sapere a quale destino avrebbero voluto consegnarli», spiega la portavoce Rita Schlegel. Ma si tratta solo di eccezioni. 

Gli animali che vengono lasciati allo zoo sono spesso in cattive condizioni, ma vengono accettati solo quelli in buona salute. «Noi non facciamo nulla che sia contronatura – continua Rübel -. I carnivori mangiano carne. È peggio quando questi animali vengono abbandonati (e succede) nella zona della foresta pluviale Masoala all’interno dello zoo: non è il loro habitat e rischiano di prendere delle malattie». 

Lo zoo di Basilea non accetta animali – Anche allo zoo Dählhölzli di Berna arrivano persone che vogliono disfarsi dei propri animali domestici: «Da uno a cinque esemplari alla settimana – conferma il curatore Marc Rosset -. Sono perlopiù topi, ratti, porcellini d’India e conigli, così come polli, con cui vengono alimentati linci, lupi e leopardi». 

Lo zoo di Basilea, invece, rifiuta gli animali «perché non ne conosciamo lo stato di salute», spiega il portavoce Valentin Kressler. 

«Non condannateli a morte» – Helen Sandmeier della Protezione animali svizzera è sconvolta: «Non è possibile condannare in questo modo a morte il proprio animale domestico. Chi ne diventa proprietario si assume la responsabilità della sua cura. Questo comprende il trovargli un posto adeguato quando non è più possibile prendersene cura di persona. Ci sono molti rifugi sul territorio». 

Anche Antoine Goetschel, il primo avvocato per la tutela degli animali nel mondo, attacca i proprietari: «Non hanno pensato alla responsabilità che comporta quando hanno deciso di prendere un animale? Potrebbe essere estremamente traumatico apprendere che l’animale domestico tanto amato diventi mangime per bestie feroci». 

Non è colpa dello zoo – Né Helen Sandmeier né Antoine Goetschel incolpano gli zoo per questa situazione. «Se si offrissero pubblicamente di “accoglierli”, diventerebbero il santuario degli animali indesiderati – spiega l’avvocato -. Questo renderebbe accettabile la pratica agli occhi dei proprietari stufi. Chi destina il proprio animale a questa fine sostiene di farlo per il suo bene».

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