Conduttore del cane o conducente del bus, di chi la responsabilità se Fido sale sul mezzo senza museruola e morde un passeggero? Nel regolamento di Brescia Mobilità, affisso con una vetrofania sui finestrini dei pulmini, si legge che gli animali domestici possono salire a bordo purché in un trasportino o con museruola e guinzaglio. Sta all’autista farlo rispettare, ma l’applicazione della norma non sempre è univoca. Anzi. Ci sono stati casi in cui un’anziana signora con un cagnolino senza museruola è stata lasciata a terra, e altri in cui, invece, cani di media o di grossa taglia, senza museruola, sono stati fatti salire. Ed è capitato che i conduttori di queste «bestiole» avessero anche aggredito l’autista che – volendo far rispettare le regole – aveva chiesto loro di scendere.

Il sindacato autonomo Faisa-Cisal, guidato dal segretario provinciale Marco Cappa, su questi punti chiede anzitutto che Brescia Mobilità provveda ad esporre sui mezzi pubblici un regolamento più leggibile (bocciando la vetrofania trasparente). Inoltre, secondo il sindacalista l’azienda dovrebbe chiedere agli autisti di «uniformarsi tutti ad un modello comune di comportamento, facendo rispettare il regolamento». Il direttivo Faisa in un volantino sostiene che nel caso in cui un cane dovesse mordere un passeggero, «la responsabilità va da quella penale e civile del padrone dell’animale a quella penale del conducente – che è responsabile del mezzo e di ciò che vi accade a bordo -, che risponderà per omessa sorveglianza e per non avere imposto il rispetto del regolamento». Non solo, precisa Cappa, «l’autista è responsabile anche dal punto di vista del risarcimento di eventuali danni chiesti dal passeggero aggredito al padrone del cane risultato nullatente».

Su questi aspetti però Brescia Mobilità si dice tranquilla e risponde: «Il regolamento è già chiaro: possono salire sul bus i cani muniti di guinzaglio e di museruola. I cani che si muovono in città e sui bus sono migliaia ed è sempre andato tutto bene. La maggioranza degli autisti si comporta correttamente e fa rispettare le norme. A volte – in casi isolati – è successo che gli animi si surriscaldassero, ma il sindacato strumentalizza un problema che è un non problema». E sul tema del risarcimento dei danni Brescia Mobilità aggiunge che come azienda «se la vedrà con la propria assicurazione. L’autista risponde solo se commette qualcosa di veramente grave contro il regolamento».

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