A piazza del Carmine i carabinieri tirano un sospiro di sollievo. «È una miracolata». Dopo una notte da incubo in cui hanno inseguito Katia «applicando il protocollo dei minori scomparsi» raccontano istante per istante il suo ritrovamento. «È stato come trovare l’ago in un pagliaio».  

Droni, cani, quad, volontari, speleologi hanno setacciato da subito la zona: insieme a loro il padre di Katia che era in Romania ed è immediatamente rientrato per aiutare le ricerche. Nella frazione di Cusciano, 600 metri sul livello del mare, ieri notte la temperatura era già da fine estate ma la bimba di due anni di origine romena (ora all’ospedale Mazzini di Teramo per accertamenti) è rimasta tutto il tempo seduta accanto a una siepe, 800 metri dentro la boscaglia nella quale si era inoltrata.  

«Qui è normale che i bambini si muovano liberamente, ci conosciamo tutti», spiegano nel paesino di 176 abitanti dove Katia vive con il papà operaio in una azienda della zona e la mamma che si occupa di lei e della sorellina più piccola. Una famiglia ben inserita e che non fa mancare nulla alle figlie. Katia è stata trovata da un cane molecolare arrivato dall’unità cinofila di Jesi mentre in cielo l’elicottero della capitaneria di porto di Pescara scandagliava con gli infrarossi la fitta macchia che circonda la frazione e a terra i soccorritori battevano palmo a palmo un’area impervia e fitta di rovi.  

Katia è una bambina introversa e, racconta la madre, di solito non risponde mai quando viene chiamata. Nel punto in cui è stata rinvenuta non era ancora passato nessuno e il fiuto del cane ha consentito di ritrovarla un po’ spaurita ma in buone condizioni fisiche e psicologiche. Era senza abiti addosso ma, ha spiegato la mamma ai carabinieri, è per lei normale spogliarsi da sola quando si sente bagnata per essersi fatta la pipì addosso. Si era allontana da sola senza che nessuno se ne fosse accorto o l’avesse fermata. ha trascoraso 16 ore da sola in un bosco. Il cane del soccorso alpino l’ha scovata al termine di un’operazione che ha visto impegnate decine di persone. A condurre il colloquio con la bimba è una psicologa e il magistrato indaga sulla vicenda.  

Non risulta che Katia si sia diretta verso il bosco seguendo qualcuno. In pratica ha perso l’orientamento e ha seguito un percorso diverso da quello che era solito fare a Cusciano. Il suo ritrovamente ha provocato una gioia immensa, una soddisfazione collettiva: lacrime di felicità, applausi e pacche sulle spalle ai soccorritori. In paese appena si è sparsa la notizia hanno cominciato a suonare le campane. La bimba è stata ritrovata con i vestitini sotto il braccio, un gesto che fa guando va a dormire. Katia stava giocando con gli altri bambini, era stata vista camminare da sola nella piazzetta del paese poi più nulla. Attimi di terrore quando non è stata più vista ed subito è partita la macchina dei soccorsi.  

I cani molecolari hanno fiutato la traccia e ci hanno spinto verso il posto in cui era la bimba si trovava. Quindi i soccorritori si sono mossi a rastrello. Già ieri erano molto vicini, a 150 metri da dove Katia è stata trovata, ma era buio. La bambina era seminuda, spaventata e disorientata ma in buone condizioni di salute. Ha camminato nel bosco di Cusciano per almeno 800 metri e si è addormentata dopo essersi persa. Tirato il sospiro di sollievo, la bimba è stata riportata subito a valle e affidata alle cure mediche mentre la procura della Repubblica di Teramo condurrà gli accertamenti necessari per capire perché la bimba si sia spinta nel bosco. La piccola è stressata ma sta bene, è vigile, non mostra segni di violenza né ferite di altra natura.  

MAPPA: IL LUOGO DELLA SCOMPARSA  

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