Rimini, aggredito un cane guida: la denuncia e l’appello dell’Unione italiana ciechi

Lesioni fisiche e psicologiche alla signora Paola, non vedente, e al suo Labrador Mia. Momenti di terrore e il comportamento irresponsabile del proprietario del cane aggressore. L’appello: “Tenere i cani al guinzaglio nei luoghi pubblici e con la museruola, e si seguano percorsi formativi raccomandati dall’ordinanza del ministero della Salute”

16 maggio 2017

ROMA – Una donna cammina con il suo cane Labrador Retriever lungo il marciapiede che la condurrà al lavoro presso il Comune di Rimini, come fa ogni giorno. E’ sabato 29 aprile, quando un cane di grossa taglia aggredisce il labrador, senza possibilità di scampo. Sono vari i motivi che non permettono alla coppia di sottrarsi a questo terribile attacco: il primo è che Paola, la sfortunata protagonista di questa vicenda, è una donna non vedente, affiancata da Mia la quale svolge il ruolo di cane guida; il secondo sta nel fatto che la donna che conduceva al guinzaglio il proprio animale, nonostante i richiami di Paola, non rende manifesta la sua presenza e non è di alcun aiuto per spiegare cosa stia succedendo; ultima ragione da non trascurare è che capire cosa accade, senza poter contare sull’anticipazione consentita dalla vista, ritarda e di molto ogni eventuale tentativo di difesa o controllo della situazione, sicuramente già di difficile gestione anche se non ci fosse di mezzo la cecità.
 
Udire il proprio cane guaire e toccarlo trovandolo insanguinato, sentire il ringhio dell’altro e non poter fare nulla, non vedere nulla, momenti di autentico terrore. Fortunatamente un uomo ha risposto alla richiesta di aiuto di Paola, è riuscito faticosamente a separare i due cani e ha soccorso la donna che stringeva ancora tra le mani la maniglia della guida di Mia che aveva subito questa tremenda aggressione senza riuscire a difendersi.
 
Le conseguenze che emergono da questo tremendo episodio sono una donna cieca ed il suo cane gravemente segnate nel corpo e nella fiducia. Mia ha riportato varie ferite, tra cui una ad un orecchio a cui potrebbe dover essere operata, oltre che paura, manifestazioni di ansia e l’incertezza nella futura capacità di essere guida serena per la  compagna di cammino, la quale conta sul suo equilibrio e sui suoi occhi. Si può inoltre immaginare che Paola non dimenticherà con facilità un evento così terribile, che in più la colpisce nella sua quotidiana capacità di mobilità autonoma. Perché proprio questo è un cane guida per il cieco che sceglie di accoglierne uno nella sua vita: un insostituibile ausilio per un libero movimento nel mondo, per la possibilità di svolgere con naturalezza e libertà le attività di ogni giorno, come recarsi al proprio posto di lavoro senza dover dipendere da qualcun altro.
 
E allora scaturisce con urgenza e forza un appello, rivolto a tutti coloro che decidono di prendere con sé un compagno a quattro zampe il quale non è esattamente di facile gestione, a causa del temperamento forte o della mole imponente: non solo che tengano il cane a guinzaglio nei luoghi pubblici e se necessario ricorrano alla museruola che devono sempre avere, ma soprattutto che seguano, nei luoghi in cui vengono effettuati, o siano loro i primi a richiedere lo svolgimento di quei percorsi formativi destinati ai proprietari dei cani, raccomandati nell’ordinanza del ministero della Salute del 6 agosto 2013 e prorogata nel luglio dello scorso anno.
 
Conclude l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti: “Da questo evento, che vogliamo sperare non capiti mai più a nessun’altra persona e dal quale ci auguriamo che Paola e Mia si riprendano senza conseguenze permanenti ed invalidanti per la loro salute fisica, psichica e per le loro capacità di movimento insieme, possiamo almeno osare desiderare che ogni proprietario di un cane, piccolo o grande che sia, con indole mansueta o più territoriale, abbia come priorità quella di prestare la massima attenzione a non ostacolare il passo pieno di dignitosa fierezza di coloro per i quali il cane non è un vanto o un capriccio, un trofeo da esibire o uno strumento di difesa, ma un meraviglioso aiuto che restituisce uno spazio di libertà altrimenti fortemente compromesso dalla disabilità visiva”.
 

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