Modena, 4 agosto 2016 – Nel clou della bella stagione, quando le partenze tendono ad intensificarsi, spesso aumentano anche i cittadini che, per un motivo o per l’altro, trovano la scusa per abbandonare i propri cani. Infatti, nonostante le diverse leggi che dal 1988 sono intervenute per contrastare questo problema, il fenomeno dell’abbandono pre-vacanza è ancora una piaga che affligge l’intero Paese.

Ma, almeno per quanto riguarda un primo (e provvisorio) bilancio modenese, sembra che il trend non abbia registrato oscillazioni significative: i numeri sono pressocchè stabili. Una bella notizia? Non proprio. Perchè, prendendo in esame la realtà del canile intercomunale, è emersa la presenza di un’altra pratica abbastanza comune tra le famiglie modenesi.

«La crisi economica influisce negativamente anche sulle condizioni di vita dei cani domestici – spiega Adele Bonantini, coordinatore ed educatore cinofilo presso la struttura di via Nonantolana – e purtroppo cresce il numero delle persone che, alle prese con la perdita del lavoro, diminuzione del reddito o spese familiari ingestibili, si trovano costrette a lasciare qui il proprio cane. Cioè, – sottolinea – se hanno bisogno di fare dei tagli, proveddono a cancellare questo costo». Dunque, gli amici a quattro zampe, che da sempre mostrano affetto e gratitudine alle famiglie che li accolgono in casa, continuano ad essere vittime di drammatici gesti tanto per motivi personali quanto per concreti disagi familiari come quelli economici.

«Lavoro qui da febbraio – continua Adele – e posso confermare che, in questo arco di tempo, il recupero dei cani per tali motivazioni è diventata ormai un’abitudine: tutta colpa della crisi economica». E precisa: «Arrivano qui circa quattro cani al mese e purtroppo non c’è nessuna strategia mirata che riesca a contrastare questo fenomeno. Però ci stiamo impegnando su un altro fronte: ovvero, stiamo cercando di rendere le pratiche di adozione molto più rigide e controllate. Ci preoccupiamo di conoscere bene la famiglia adottiva, con colloqui ed incontri, proprio come succede con le adozioni dei bambini». Un accorgimento legittimo e positivo, che magari potrà evitare di portare un animale indifeso tra le mani sbagliate: d’altronde, il rischio di non individuare la giusta coppia ‘cane-genitore’ è molto alto, così come quello di trovarsi dinanzi a persone poco responsabili.

Secondo l’educatrice modenese, il mondo canino è colpito anche da un altro problema: «Tutti i mesi – rivela – raccogliamo circa 5 cani, trovati vaganti per la città, che non hanno il microchip: un dispositivo particolarmente utile in caso di smarrimento o abbandono – perchè è possibile reperire eventuali padroni o responsabili –, nonché essenziale per la vita del cane».

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