Morbegno (Sondrio), 21 marzo 2018 – Un gatto morto in un sacchetto abbandonato nell’Adda a Morbegno. Ucciso soffocato? Morto e gettato nel fiume? Non si sa, ma è un gesto incivile. Tanto che l’Enpa, Ente nazionale protezione animali, risponde a qualsiasi chiamata di aiuto, «in molte occasioni garantendo pure l’anonimato – precisa la sua presidente, Sara Plozza – per questo non mi capacito più di episodi del genere». «A nessuno diciamo no, aiutiamo chiunque ce lo chieda. Prima di arrivare a una decisione del genere, chiamate», aggiunge.

«Mi auguro che il gatto fosse già morto, ma se anche se così fosse, il gesto rimane indecoroso», precisa, specificando che i volontari stanno facendo degli accertamenti sull’accaduto e aggiungendo che, qualora qualcun altro si imbatta in ritrovamenti del genere, dovrà chiamare la Polizia locale che ha il compito di smaltire la carcassa. Il cittadino che ha postato la foto sulla pagina del gruppo social «Sei di Morbegno se», che poi l’ente ha condiviso sulla sua bacheca, parlava di un «fiume Adda, sotto il ponte della Forestale» e di «vergogna» per «chi usa i fiumi in questo modo». Di solito, «abbiamo a che fare con i bocconi avvelenati – prosegue Plozza – riceviamo tante chiamate e aiutiamo tutti. Ormai il nostro gattile è un punto di riferimento riconosciuto». La struttura, attualmente, dà ricovero a 20 gatti, di cui solo due possono essere presi in affido, ma a giugno, con le cucciolate, «torneremo a livelli ben superiori. La gente ancora non sterilizza». Il microchip funziona come deterrente per i cani, non per i gatti, perché non ancora obbligatorio, se non in caso di colonie feline e di allevamento.

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