Se un cane morde, la colpa è del padrone. O perché non l’ha educato bene, o perché non ha rispettato le più elementari regole del buon senso prima ancora che le norme. Lo spiega in maniera molto efficace, nel libro “Capire il cane per farsi capire”, il noto medico e naturalista Francesco Mezzatesta (fondatore della Lipu) quando scrive che “sta nell’educazione dei giovani cani da parte degli umani, quindi, non nella razza, l’abitudine o meno alla mordacità”.Lo dimostra purtroppo in maniera drammatica, quanto avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 28 agosto, alla Cala del Leone, frequentatissima spiaggia del Romito tra Calignaia e il Sonnino.leggi anche:fotoBimbo di 8 anni morso da un rottweiler alla Cala del Leone: è graveLivorno, è stato soccorso via mare con un gommone della Capitaneria e poi trasportato al pronto soccorso. Da lì è stato trasferito a Pisa: probabilmente dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgicoC’è il sole, c’è l’acqua limpida, c’è un bambino che si tuffa in mare ma c’è anche un cane – peraltro di grossa taglia – che proprio lì non doveva esserci. O meglio, non doveva essere lì da solo. Poco importa se l’animale abbia scambiato la testa del piccolo che riemergeva dall’acqua per un pallone o se invece sia stato attratto da qualche suo strano movimento: quel cane, lì da solo, non ci doveva stare. Punto e basta. Invece c’era e ha azzannato alla testa il bimbo provocandogli gravi ferite. Il padrone del cane avrebbe dovuto tenerlo al guinzaglio e non lasciarlo libero di correre tra gli asciugamani dei bagnanti e di lanciarsi in mare. Ma il rispetto delle norme e delle più elementari regole di civile convivenza non sembrano andare molto di moda nella nostra città.Per rendersene conto, basta andare a passeggiare o a correre a qualsiasi ora sul lungomare: probabilmente ci sono diversi padroni che considerano la passeggiata una “zona franca” e così capita spesso di sentirsi arrivare improvvisamente alle spalle un cane o di trovarselo di fronte. La cosa può non fare piacere e in ogni caso c’è anche chi cerca di evitare questo genere di incontri ravvicinati. “È buono, non fa nulla…” è l’immancabile rassicurazione del padrone che cammina tranquillo a una decina di metri di distanza: ma io non voglio sapere il carattere del suo cane, voglio solo che lo tenga al guinzaglio , pensa il pedone o il runner mentre prosegue per la propria strada. Stessa cosa, più o meno, avviene nei parchi cittadini. Potenzialmente sono tutte situazione che possono sfociare in incidenti come quello di ieri alla Cala del Leone.La situazione è complicata anche quando un cane regolarmente al guinzaglio ne incontra uno libero: liti fra padroni e morsi tra animali sono episodi piuttosto frequenti. E se è vero che servirebbero più aree e spiagge riservate ai cani, è altrettanto vero che ciò non giustifica affatto il voler fare cosa ci pare.Eppure per ridurre al minimo il rischio di incidenti, basterebbe fare ciò che dice il civilissimo regolamento comunale approvato dalla precedente amministrazione comunale e entrato in vigore con la giunta attuale: i cani possono entrare dappertutto (non solo per strada o sulle spiagge, ma anche nei negozi, nei bar, negli uffici pubblici, etc.) a patto che siano tenuti al guinzaglio (non più lungo di un metro e mezzo) e che il proprietario abbia con sé la museruola.Ma è tanto difficile rispettare una regola del genere, che garantisce ampia libertà di movimento col proprio amico a quattro zampe? A quanto pare sì. Forse perché la sanzione per coloro che vengono trovati a spasso con il cane libero è piuttosto blanda: 50 euro. Ma quando succedono fatti come quello di ieri – al di là dell’eventuale querela e della richiesta di risarcimento danni – sarebbe necessario un provvedimento più severo non nei confronti del cane, ma del padrone che non si è dimostrato capace di controllarlo e di gestirlo.Magari togliendogli il cane per uno o più mesi a secondo dalla gravità dei fatti o della recidività e obbligandolo, perché no, a fare dei corsi per imparare a capire e a educare i cani. Non basta infatti comprare un animale e volergli bene per essere anche un buon padrone.LEGGI ANCHE:I testimoni sconvolti: “Avevamo chiesto più volte al padrone di tenerlo legato”
 

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