di v. b.

ROSA’ – Nuovo episodio di crudeltà gratuita contro gli animali domestici nel Vicentino. In seguito ad un litigio tra due vicini di casa, due gattini sono rimasti uccisi e lanciati nel giardino dentro ad un sacco della spazzatura.
L’accusa, affidata alla Procura della Repubblica di Vicenza, ritiene che un residente a Rosà si sia impossessato dei mici neonati nella casa del vicino, uccidendoli perché, nel recente passato, la mamma gatta si sarebbe intrufolata nella proprietà della vittima, disturbandolo.
Le guardie zoofile del nucleo Enpa di Vicenza sono riuscite in pochi giorni a dare un nome alla persona che avrebbe trattato gli animali come fosse spazzatura. La preoccupazione che il vicino potesse aumentare la personale famiglia felina ha fatto sragionare il rosatese che, dopo avere sopresso i due gattini, rischia una salata multa, se non il carcere. «Bisogna ricordare – ha dichiarato Renzo Rizzi, capo nucleo delle guardie zoofile – che i gatti appartengono alla categoria degli animali d’affezione e quindi sono protetti. Chiunque li uccida commette un reato penale, fanno eccezione i veterinari che per legge sono autorizzati a praticare l’eutanasia, nei limiti previsti.
Per chi commette tale reato la pena è salata: se non vi è recidività al soggetto viene comminato un decreto penale di condanna. Il giudice può stabilire una sanzione che può arrivare a 20 mila euro in caso di recidività o di animalicidio perpetrato con particolare ferocia. Il giudice può comminare al soggetto quasi 3 anni di carcere».
 
 

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