di ETTORE GIORGIO POTI’

Cani e gatti… aiutano a vivere bene. Lo pensavano in tanti, ma se lo dicevano sottovoce per non essere presi in giro da una maggioranza piuttosto scettica.

Ma ora è ufficiale: cani e gatti… aiutano a vivere bene!

La scienza ha fatto un decisivo passo avanti in questa direzione, uscendo allo scoperto e dando – appunto ufficialmente – l’annuncio: sono state messe insieme prove a sufficienza per affermare (e convincere così anche i più scettici) che “avere a fianco un cane (Fido?) o un gatto (Micio?) abbassa la pressione arteriosa, fa calare (pensate un po’!) sia il colesterolo che i trigliceridi e diminuisce significativamente l’ansia.

Addirittura (parola di scienziati, eh?) ritarda anche l’invecchiamento del cervello!

E ancora: i cardiopatici vivono più serenamente il resto della loro vita, migliorandola e… allungandola; i malati di cancro sopportano meglio la chemioterapia (e non è poco, in fatto di qualità della vita). I bambini traggono anch’essi grossi ed evidenti vantaggi, sia psicologici che fisici: è accertato, infatti, che se hanno vicino un animale domestico (meglio, appunto, un cucciolo o un micetto) fin dai primi giorni di vita, correranno minori rischi di ammalarsi e soffrire di asma, saranno più indipendenti e capaci di socializzare; insomma, avranno più fiducia in sè stessi.

È proprio il caso, allora, di dire: un cane o un gatto?… sì, allungano la vita!

Tutto questo è il risultato (molto serio, e quindi più che attendibile) di un gran numero di studi condotti negli Stati Uniti, proprio sul tema: “Salute, qualità della vita e animali domestici”.

Di conseguenza, scuole, case di riposo ed ospedali (superando le tante diffidenze verso la presenza di animali) stanno… aprendo le porte a cani e gatti. Persino in un Centro Ospedaliero e di Ricerca famosissimo (quale quello di Bethesda, dove si sperimentano le cure più nuove per le “malattie letali”) si è deciso addirittura di “assumere” animali da affiancare alle terapie nei settori di oncologia, di epilessia, di malattie mentali, di Alzheimer.

E su questa strada si sono incamminate varie Associazioni di volontariato, che si offrono di addestrare opportunamente cani e gatti.

E – ciliegina finale anche… per loro – è certo che gli stessi cani e gatti ricavano un beneficio emotivo da questo “servizio”, che li rende più sani e resistenti alle malattie.

Quindi, una sorta di “reciproca utilità esistenziale”: se è vero che cani e gatti aiutano noi a vivere meglio, vivaddio è vero anche che noi possiamo ricambiare loro il beneficio di una “utile convivenza”.

Animalia…di qua
e di là…
(Piccole storie)

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