Aumentano i cani iscritti all’anagrafe veterinaria ma sono ancora tanti, troppi, gli animali nei canili: la Sardegna ha fatto molto negli ultimi anni per combattere il randagismo ma il problema degli animali a spasso rimane serio. La fotografia su cani e gatti randagi in Italia regione per regione è stata scattata dalla Lav- Lega Antivivisezione che ha appena diffuso il ‘Dossier Randagismo 2016. Cosa è cambiato negli ultimi 10 anni‘. Un lavoro lungo e minuzioso, curato da Ilaria Innocenti, responsabile Lav Area Animali Familiari, che mette a confronto notizie e numeri forniti da Regioni e Province Autonome e ricostruisce un quadro finalmente aggiornato sul fenomeno.

La Regione Sardegna ha fornito i dati dell’anagrafe canina regionale curata dall’Assessorato alla Salute. Rispetto ai dati che il Ministero aveva raccolto nel 2006 c’è un forte aumento degli animali identificati con microchip nell’Isola: oggi sono 409 mila, il 130% in più rispetto a dieci anni fa. “Un segnale positivo per una regione ad alto tasso di randagismo come la Sardegna – sottolineano i curatori del rapporto – destinato a diventare un buon fattore di prevenzione contro l’abbandono”.

Aumenta la sensibilità verso gli animali, ma i cani in custodia dentro i canili sono ancora troppi: nell’Isola se ne contano oggi 8 mila, il 40% in più rispetto al 2006, sono accuditi nei 10 canili sanitari e nei 34 rifugi presenti sul territorio. Rispetto al 2014 poi le adozioni sono diminuite: nel 2015 solo 1666 rispetto ai 2516 cani che hanno trovato casa l’anno prima. I dati sono in linea con quello che vivono ogni giorno i volontari di canili e rifugi, come l‘associazione di Capoterra La Casa di Bingo che nei mesi scorsi ha portato nelle scuole un progetto di informazione e sensibilizzazione.

Siamo poi tra le regioni che spendono di più per dare ricovero agli animali nelle strutture: abbiamo un cane senza famiglia ogni 208 abitanti per una spesa complessiva di 10.236.607 euro ogni anno, peggio di noi fanno la Basilicata, la Campania, il Molise, la Puglia. Se moltiplicata per 7 anni, tempo che la Lav indica come medio della permanenza in canile di un cane in assenza di adozione, arriviamo a 71,6 milioni di euro: una cifra enorme che ricade sui cittadini e che si potrebbe abbattere notevolmente se si praticassero con sistematicità le sterilizzazioni e si incentivassero le adozioni. Anche dei cani già anziani: con la campagna ‘Questa è una vecchia amicizia’  la Lav invita le persone ad adottare non solo cuccioli ma animali in età avanzata.

Francesca Mulas

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