MARTIGNANA PO – La storia del Diavolo è la storia di tanti animali che vivono ai margini della società, che si adattano e trovano conforto in qualche mano amica – e lì si fermano – o trovano poco o nulla, e cambiano strada. Il Diavolo é un simil British Long Hair, nato quattro anni fa in un cantiere abbandonato – uno dei tanti – che sorge a Martignana.

Il più diffidente dei sette fratelli e sorelle della cucciolata, uno dei due rimasti. Polpetta e Grigiona sono state adottate, ed ora vivono felici in casa di due persone che vogliono loro un gran bene. Entrambe incinta, sono state prese in tempo da un’associazione locale che si occupa di randagismo, e salvate. Per Perla il destino non è stato così benevolo: ha terminato la propria vita due anni fa, sotto una macchina in via Po, quella strada di paese tutta dritta che spesso viene utilizzata come il rettilineo di Indianapolis dagli automobilisti. Il Nero si è trasferito in un altro luogo, almeno così piace pensare a chi i gatti li ama e non li vede da un po’. Anche Puma è andata via, scappata dopo che qualcuno aveva provato ad addomesticarla, ora gira nei pressi di Fossacaprara. Rimangono Mucca e il Diavolo appunto. La prima torna di tanto in tanto, il secondo è uno stanziale in via Po, tanto da dormire spesso sul balcone in uno degli appartamenti della Corte Po dove trova pure cibo.

Giovedì scorso, poco prima delle 18, il Diavolo è stato investito da un auto. E’ rimasto più di un’ora agonizzante a terra, senza nessuno che si fermasse a soccorrerlo. Perdeva sangue, cercava ogni tanto di tirare su la testa, lo si vedeva che non era morto ma come spesso capita la gente guarda e poi passa. A volte lo fa per gli uomini, figurarsi per gli animali.

Una famiglia si è accorta di quel gatto agonizzante ed ha chiamato chi, nel quartiere, a quei gatti dava da mangiare. Una corsa trafelata in strada. Il Diavolo rantolava, perdeva sangue dalla bocca. La chiamata alla veterinaria Diletta Neviani, una di quelle che non si tira mai indietro quando si tratta di emergenze. Aveva appena finito di lavorare e stava tornando a casa, un quarto d’ora ed era sul posto. La visita in strada. Da una prima occhiata non sembrava essere messo bene.

Il tempo a volte è fondamentale, in questo caso ne era passato tanto prima che qualcuno si accorgesse di quel gatto dal pelo lungo e dalla coda grossa. Una chiamata rapida alla Clinica Vittoria di Calvatone e la corsa in macchina verso la struttura dove la dottoressa Cecilia Calderone ed i suoi colleghi l’hanno prontamente messa sotto ossigeno e seguito. La stabilizzazione e poi l’intervento dell’Asl. Il dottor Renzo Capelli, ha avvertito la clinica convenzionata, quella del dottor Gaetti di Curtatone.

Il Diavolo ha varcato la soglia della clinica dopo le 21. Il servizio veterinario di Curtatone se ne è preso subito cura con tanta passione. Importanti – per capire il destino di un animale incidentato – le prime 24 ore. 24 ore passate. Il felino a pelo lungo probabilmente aveva ancora a disposizione qualcuna delle sette vite dei gatti. Ha cominciato la ripresa nella clinica. Non ha ancora mangiato – un essere libero come lui in una gabbia ed in mezzo a volti sconosciuti probabilmente è ancora spaventato – ma si sta riprendendo. A parte il trauma cranico non sembra aver subito altre conseguenze.

La macchina dell’ASL ha funzionato. La Lombardia – che non è in grado di venire a capo di una situazione intricata come quella delle ferrovie – é dal punto di vista della tutela animale una regione all’avanguardia, la prima in Italia. “Fosse successo in un’altra regione – ha spiegato lo stesso Renzo Capelli – ci si sarebbe dovuti basare solo sul buon cuore di qualche veterinario. Bastava succedesse in Emilia”. Fortuna che il Diavolo è un gatto ‘lumbard’. Non che a lui gli importi un gran ché, impegnato com’è a cercare di restare al mondo, ma grazie a quello si è potuti intervenire in una clinica convenzionata.

Clinica dalla quale verrà dimesso nei prossimi giorni, per tornare nella sua terra, quella di Martignana, e negli spazi conosciuti. A vegliare su un cantiere dismesso potendo contare su qualche mano amica, e su persone che lo seguono da sempre. A guardare il mondo schivandone i pericoli, sperando che ci sia sempre qualcuno che possa fermarsi un attimo in caso di necessità e non fuggire via. La storia del Diavolo è la storia di tanti altri felini che vivono in colonie sparse sul territorio. Una storia come tante ma, almeno per questa volta, con un lieto fine.

Nazzareno Condina

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