La filariosi cardiopolmonare è una malattia che colpisce i carnivori domestici in modo particolare il cane e il gatto. Le filarie fanno parte dei filaridi, parassiti dei carnivori trasmessi da diversi vettori come le zanzare, le pulci e le zecche. Va ricordato che la filariosi cardiopolmonare del cane e del gatto è una malattia grave, potenzialmente mortale.


Nella tabella sottostante potete osservare l’elenco dei filaridi con i loro vettori.






Tra i filaridi la Dirofilaria Immitis è il parassità più patogeno perché vive nel sistema cardiocircolatorio, mentre Dirofilaria Repens, che causa infestazioni sottocutanee, è la specie che causa più infestazioni zoonosiche (che colpisce l’uomo) in Europa.


Tutti i filaridi sono parassiti dei carnivori domestici ma vista la diffusione e la bassa specificità dei vettori possono colpire numerosi mammiferi (anche l’uomo); tuttavia in questi ospiti non specifici il parassita generalmente non si sviluppa ad adulto.




Diffusione in Europa:


La presenza sul territorio e la trasmissione di Dirofilaria dipendono da diversi fattori:


– ambientali come la temperatura
– densità dei vettori (zanzare)
– peresenza di cani microfilaremici
– diffusione della prevenzione nel cane
– movimento di cani
Il movimento di cani infestati per turismo o adozione da aree endemiche quali l’Italia e la Spagna ad aree non endemiche ha aumentato la diffusione della malattia.


Dirofilaria Immitis è endemica (fortemente presente) in diversi paesi del sud-est e sud-ovest Europa, quali Grecia, Turchia, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania e Bulgaria, Italia, Spagna e Portogallo.


La Dirofilaria Repens, come potete vedere dalla cartina sottostante è presente in più paesi; inoltre sono molte le aree di sovrapposizione delle due infestazioni.
Con il movimento dei cani nei prossimi anni è pensabile un allargamento dell’areale di interesse.
La Dirofilaria Immitis fa più fatica a svilupparsi nel gatto ed è presente nelle aree a elevata incidenza nel cane, la prevalenza nel gatto è circa un decimo di quella che si osserva nel cane (nel nord Italia è minore del 7%).


Dipetalonema Reconditum è stato osservato con elevata frequenza in Sardegna.


Acanthocheilonema dracunculoides ha prevalenze fino al 14% nei cani da caccia e in quelli che vivono all’aperto in alcuni regioni d’Europa, come Spagna e il sud Italia (Sicilia).


Ciclo biologico:
Gli adulti dei diversi filaridi si accoppiano nella loro sede di infestazione (vedi tabella) e le femmine gravide rilasciano nel sangue le larve L1 che possono venire assunte dai ditteri ematofagi (zanzare, pulci e zecche) durante il loro pasto di sangue. Le larve negli insetti si sviluppano in un tempo variabile a seconda della temperatura (minimo 20 giorni) in forme infestanti L3. Durante un sussessivo pasto di sangue questa larva infestante (L3) viene reintrodotta in un ospite e può (se l’ospite è adeguato) svilupparsi fino a diventare un adulto.


Nel cane e nel gatto le larve infestanti di Dirofilaria Immitis iniziano una lunga migrazione attraverso il sottocute, le sierose e i tessuti muscolari per raggiungere le arterie polmonari dove divengono adulti, e quindi il cuore.


Nel cane le filarie possono sopravvivere fino a 7 anni (meno nel gatto) e le microfilarie vivono da 2 a 18 mesi in giro nel sangue.


Le larve infestanti di Dirofilaria Repens migrano più facilmente nei connettivi sottocutanei dove raggiungono la maturità. I parassiti adulti si rinvengono tra il sottocute e le lamine connettivali in diverse localizzazioni, talvolta formando noduli non infiammatori.


Gli adulti della Repens possono sopravvivere diversi anni.


Dall’inizio dell’infestazione (zanzara infetta che punge) a quando ci sono le microfilarie in circolo (periodo di prepatenza) è di 180 -190 giorni.
Altri filaridi sono:


– Acanthocheilonema Reconditum (detto anche Dipetalonema Reconditum) che vive nel sottocute, nel connettivo, nel peritoneo e nel rene del cane.


– Cercopitilifaria Grassii parassita di sottocute e connettivo


– Acanthocheilonema Dracunculensis parassita della cavità peritoneale.


Diverse specie di culicidi sono ospiti intermedi competenti in cui le microfilarie possono svilupparsi a larva infestante. La trasmissione avviene immediatamente dopo l’inizio del pasto di sangue e, in Europa, i più importanti vettori sono zanzare appartenenti ai generi Culex, Aedes e Anopheles.
Aedes albopictus, la così detta zanzara tigre che si sta diffondendo in Europa, è risultata un importante vettore di Dirofilaria.






Sintomatologia:
Dirofilaria Immitis: nella filariosi cardiopolmanare i parassiti adulti si localizzano soprattutto nelle arterie polmonari e nel cuore destro, ma possono essere rinvenuti anche nei grossi vasi come le vene cave caudali e craniali. Localizzazioni ectopiche (nel cervello, occhio, aorta) si osservano raramente, soprattutto nel gatto.
Il gatto è considerato non ideale per il parassita, l’infestazione è caratterizzata da un carico parassitario relativamente basso 2-4 vermi che hanno una vita breve circa 2 anni, la microfilaremia (presenza dei figli L1 delle filarie in circolo) di bassa intensità e di breve durata.
La filariosi cardiopolmonare è essenzialmente una malattia polmonare dato che i vermi sono in larga parte localizzati nelle arterie polmonari e il cuore è coinvolto solo con il progredire della malattia.
Dirofilaria repens: causa la filariosi sottocutanea del cane e del gatto che normalmente decorre in modo asintomatico. In alcuni casi possono essere presenti noduli cutanei che contengono il parassita adulto o delle microfilarie.
Raramente si possono avere prurito, pustole, lesioni ulcerative e dermatiti associate alla presenza di microfilarie nella sottocute.
Può capitare di ritrovare il parassita durante gli interventi chirurgici a livello del connettivo.


Le infestazioni da A. reconditum, A. dracunculoides e C. grassii sono per lo più asintomatiche. La diagnosi specifica si ottiene tramite la differenziazione delle microfilarie (vedi tabella).


La filariosi nel cane


Il decorso della filariosi cardiopolmonare del cane è generalmente cronico e la maggior parte dei cani non presenta segni clinici per lunghi periodi.
I segni insorgono gradualmente partendo dalla tosse fino a giungere alla dispnea, a volte si possono debolezza o svenimenti sotto sforzo.
All’auscultazioni si può sentire la scomparsa del secondo tono cardiaco, un itto rinforzato a destra e a livello polmonare degli scoppiettii denominati “crackles”.
Se la malattia progredisce compaiono i classici segni dell’insufficienza cardiaca destra.
La morte si verifica raramente e solo negli stadi molto avanzati della malattia quando il paziente è oramai emaciato.
Nei cani di piccola taglia la malattia è più grave e si può avere la migrazione dei vermi adulti dalle arterie polmonari al cuore destro a seguito della ipertensione polmonare e ipofunzionalità cardiaca: sindrome della vena cava o emoglobinuria da filariosi cardiopolmonare. Seppur rare sono forme gravissime e richiedono la rimozione chirurgica dei parassiti che ostruiscono completamente il flusso del sangue.
La filariosi nel Gatto


La maggior parte dei gatti va incontro a self-cure spontanea e non presenta sintomi per un lungo periodo dopo l’infestazione. Altre volte può comparire una sindrome acuta improvvisa, accompagnata da sintomi respiratori quali tosse, dispenea ed emottisi. Riassumendo i sintomi sono: anoressia, letargia, perdita di peso, tosse, aumentata frequenza cardiaca, vomito, diarrea, cecità, convulsioni, collassi e morte improvvisa.
Raramente i gatti colpiti possono andare incontro a morte improvvisa.
Nel gatto i segni clinici compaiono quando le larve L5 (preadulti) arrivano nelle arterie polmonari oppure dopo la morte dei parassiti adulti.
La filariosi cardiopolmonare è attualmente riconosciuta come una grave sindrome polmonare (HARD: Heartworm Associated Respiratory Disease).


Continuate a seguirci, nei prossimi articoli parleremo di terapia e di tutte le novità riguardanti la prevenzione.


Articolo a cura del dott. Bartolomeo Borgarello www.clinicaborgarello.it

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