TORINO – Dieci anni più tardi, l’idea di Claudio Ranieri è stata trasformata in realtà da Massimiliano Allegri. «La mia Juve sarà un camaleonte solido», dichiarava l’allenatore romano nell’estate del 2008, dopo l’ottimo terzo posto della stagione precedente, quella del ritorno in Serie A. Fu invece poco camaleontica e soprattutto poco solida, quella Juventus, che dopo una memorabile vittoria casa del Real Madrid nel girone di Champions, nella notte in cui il Bernabeu si alzò ad applaudire Alessandro Del Piero, finì con l’afflosciarsi progressivamente fino all’esonero del tecnico.

Chiaro che la differenza tra la rosa di allora e quella di oggi è abissale: Allegri più che un camaleonte ha a disposizione un tirannosauro, al quale però ha insegnato a cambiare colore proprio come il decisamente più piccolo e più innocuo rettile celebre per il suo mimetismo. E ammaestrare un tirannosauro è un lavoro da grande domatore.

LA NOVITÀ – Abbandoniamo i rettili e il passato e passiamo al calcio e al presente. O quanto meno al passato molto prossimo: domenica pomeriggio. Juventus-Sassuolo si è da poco chiusa con la vittoria della squadra bianconera, in cui Paulo Dybala ha giocato a sorpresa da trequartista alle spalle di Cristiano Ronaldo e Mario Mandzukic, in un 4-3-1-2 che Allegri non utilizzava da moltissimo tempo. E che Roberto De Zerbi non si aspettava: «Una grande difficoltà nell’affrontare la Juve è proprio questa: non puoi preparare la partita come contro le altre squadre, perché non sai mai come giocherà, non hai riferimenti certi». Un’imprevedibilità che quanto visto contro il Sassuolo ha aumentato ulteriormente: dalle parole di Allegri (potete leggerle nella pagina a fianco) appare chiaro che l’assetto visto contro i neroverdi sarà riproposto anche in futuro, dal momento che sembra il più adatto per schierare assieme Ronaldo, Mandzukic e Dybala senza correre troppi rischi.

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