Gatto selvatico europeo. Foto: Aconcagua (talk). Fonte: wikipedia

Specie rara, quasi scomparsa in diverse aree d’Europa,  ciò  che minaccia il Gatto selvatico è l’ibridazione con il gatto domestico

In questi giorni si è parlato molto del Gatto selvatico europeo (Felis Silvestris) avvistato sul Monte Bondone, in Trentino, e immortalato eccezionalmente da una fototrappola ad un’altitudine di 65o metri. Un evento che ha suscitato molto interesse nella comunità scientifica, trattandosi del primo avvistamento registrato in Trentino, ma che non ha incuriosito solo gli addetti ai lavori.  La notizia  è stata seguitissima anche dai nostri lettori che, in tantissimi, hanno visualizzato il post pubblicato sulla nostra pagina facebook. Daltronde, parliamo di una specie rara, “quasi scomparsa in diverse aree d’Europa”, come spiega Luigi Boitani,  docente di zoologia dall’Università La Sapienza di Roma, in un’intervista rilasciata ieri al Corriere del Trentino.  “Il gatto selvatico non è una specie di per sé a rischio, ciò che la minaccia è l’ibridazione con i gatti domestici.”, dice Boitani.

Gatto selvatico europeo. Fonte: wikipedia. Foto: Aconcagua (talk)

Protetto dalla normativa europea e nazionale, seconto quanto riportato da IUCN – Unione Mondiale per la Conservazione della Natura,  i dati sull’ibridazione sembrano essere preoccupanti e secondo Lecis et al. (2006) su 61 campioni di gatto selvatico analizzati per l’Italia 5 sono risultati probabilmente ibridi. Per questi motivi la specie viene valutata “Quasi Minacciata” (NT).

Legato agli habitat forestali, soprattutto per la protezione offerta dalla vegetazione, il Gatto selvatico tende ad evitare le aree di altitudine elevata (max 2000 m), probabilmente in relazione all’innevamento che può costituire un ostacolo alle attività di spostamento e di caccia.

In Italia  è presente in tutta l’area centro-meridionale, in Sicilia ed in Sardegna. Il limite settentrionale della distribuzione peninsulare della specie è rappresentato da parte della Toscana, dall’Umbria e dalle Marche. Nell’Italia settentrionale la specie è segnalata al confine tra Liguria e Piemonte ed in Friuli, mentre è assente dall’Appennino settentrionale e dalla maggior parte delle Alpi (F.M. Angelici in Boitani et al. 2003).

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Ecco alcune tipologie di Gatto selvatico…

Simile nell’aspetto a un gatto soriano muscoloso e di grandi dimensioni, il Gatto selvatico europeo,  ha mantello lungo e folto, testa larga e faccia abbastanza piatta. Presenta strisce scure ben definite su testa, collo, zampe e lungo il dorso, mentre la coda, grossa e dall’estremità arrotondata di colore nero, è ricoperta da anelli scuri.

Il Gatto selvatico della Scozia, precedentemente classificato come sottospecie a sé, è il rappresentante più grande e pesante tra tutte le popolazioni di gatto selvatico

Gatto selvatico africano. Fonte: wikipedia. Foto: Michal Manas

Il Gatto selvatico africano è più slanciato e ha coda e zampe più lunghe rispetto alle altre sottospecie. Le scapole, piuttosto sviluppate in altezza, gli conferiscono un modo di camminare caratteristico, simile a quello del ghepardo, e quando l’animale sta seduto adotta una posizione quasi verticale. Il mantello è di colore estremamente variabile, dal grigio al rosso, spesso con fitte macchie che formano bande o strisce. Tuttavia, tutti gli esemplari della sottospecie presentano il dorso delle orecchie di colore rosso-bruno.

Il Gatto selvatico sudafricano è stato riconosciuto come sottospecie a sé solo recentemente, dal momento che fino a poco tempo fa era considerato una particolare forma del gatto selvatico africano, a cui somiglia moltissimo nell’aspetto.

Gatto selvatico sudafricano. Foto: Sonelle at English Wikipedia

Il Gatto selvatico asiatico è generalmente di colore giallo chiaro, sebbene talvolta si incontrino anche esemplari rossastri o grigio-giallastri, ed è ricoperto da piccole macchie che tendono a formare linee verticali su tronco e fianchi. Il mantello tende a essere corto, ma la sua lunghezza varia a seconda dell’età e della località. La coda ha una breve estremità nera e alla sommità delle orecchie è presente un piccolo ciuffo di peli

Il Gatto di Montagna della Cina, la meno conosciuta tra tutte le sottospecie di gatto selvatico, è di colore grigio-giallo chiaro uniforme, con peli di guardia più lunghi di colore marrone scuro. Strisce scure poco evidenti possono correre lungo il margine esterno delle brevi zampe, così come due caratteristiche strisce lungo le guance, sopra e sotto gli occhi. Il dorso delle orecchie è grigio-giallo, con ciuffetti auricolari marrone scuro. Tre o quattro anelli circondano l’estremità della coda, breve e dalla punta nera.

Gatto di biet o Gatto cinese delle montagne. Fonte: scienze-naturali.com

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