Ci sono alcuni luoghi comuni sui gatti, i cosiddetti “falsi miti” sulla loro presunta indole opportunista e indipendente. Vediamo le più famose convinzioni popolari a proposito di mici, per scoprire se sono solo leggende da sfatare oppure se hanno un fondamento scientifico.

1. “Il gatto si affeziona alla casa e non alle persone”

Un tempo i gatti venivano impiegati come “cacciatori” di topi, e non vivevano tra le mura domestiche insieme all’uomo. Da qualche decennio il gatto, da animale solitario e cacciatore, è diventato un animale domestico a tutti gli effetti. Alcuni studi hanno dimostrato che un gatto è perfettamente in grado di ritornare a casa, una volta allontanato, ma si affeziona di più alla casa o alla persona? E’ certo che ama le proprie abitudini e il proprio territorio, in quanto abitudinario. L’uomo fa parte dei suoi affetti e della sua routine, quindi, anche se non interagisce con lui alla stregua di un cane, sicuramente il gatto si lega al suo umano e alla sua routine familiare, fatta di gesti, rituali e carezze.

2. Il gatto è un animale solitario

Questo è vero. Il gatto è senza ombra di dubbio un animale solitario, a differenza del cane, abituato a vivere e cacciare in branco. Il gatto, non abituato a gerarchie sociali, si muove da solo, caccia in autonomia e per questo si è guadagnato l’appellativo di animale solitario. In realtà, più che altro è piuttosto autonomo ed indipendente, rispetto al cane.

3. Il gatto è un animale opportunista

Il gatto risponde ai suoi istinti di predatore, in questo è senz’altro opportunista. Se deve ottenere del cibo, o arrivare al suo giochino preferito, state certi che troverà il modo per raggiungere il suo scopo, ad ogni costo. La sua evoluzione, infatti, lo ha portato a doversi difendere dai predatori ed ambienti ostili, anche senza un branco alle spalle. Questo non significa, però, che non sia capace di provare un legame con la persona del cuore e che non sia desideroso di coccole*.

4. “Il gatto Non obbedisce

Il gatto non obbedisce perchè, in natura, non è abituato ad avere un capobranco, quindi non è predisposto a rispondere a comandi o regole specifiche di convivenza dettate da persone o simili. Rispetto al cane, il gatto non si può addestrare facilmente. I comandi semplici, come dare la zampa o riportare la pallina, per un gatto sono una perdita di tempo, o anzi meglio sono inutili. 

5. “Il gatto è un animale autosufficiente

Il gatto è ovviamente in grado di cavarsela da sè, perchè in origine la sua vita non è iniziata tra le mura domestiche o nel giardino di casa, quanto piuttosto per le strade o nei boschi, pieni di insidie e pericolo di predatori. Nel corso della sua evoluzione, da predatore recentemente il gatto è diventato un animale domestico a tutti gli effetti, abituato alle cure amorevoli dell’uomo, sia per quanto concerne la salute che il cibo. Anche nelle colonie feline, dove i gatti vivono molto più liberamente che in casa, i gatti sono ormai abituati al cibo e alla presenza delle persone che si prendono cura di loro.

6. “Il gatto cade sempre in piedi e non si fa male”

Il gatto, quando cade, atterra sempre su quattro zampe, per questo si dice che cada sempre in piedi. Grazie al corpo agile e scattante del predatore, e la coda che fa da timone, il gatto è in grado di compiere salti prodigiosi. Questo non significa che se il gatto cade non si fa male. Ovviamente, se cade in maniera rovinosa o accidentale, rischia di fratturarsi zampe e bacino. Quindi è sì agile, ma di certo non è uno scoiattolo volante!

*Leggi l’articolo GOURMET®

In copertina: foto di garfi

Fonte: Focus.it

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