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A Verona ci sono un centinaio di colonie feline seguite da altrettanti volontari, tra loro i Gattari 2.0, giovani particolarmente preparati in materia. Unica in Italia la delega alla “Tutela e benessere degli animali” conferita alla consigliera comunale Laura Bocchi. In autunno un nuovo progetto del Comune.

Incontriamo Lorenza Zanaboni, presidente della LAV (Lega antivivisezione) di Verona, in una località che dovremo tenere segreta, il motivo è che «rivelando il luogo di queste colonie si moltiplicano i fenomeni di abbandono e gli atti violenti contro gli animali». Intorno appare di sfuggita qualche gatto, disturbato probabilmente dalla nostra conversazione, e dentro un giardino Lorenza ci mostra diverse casette che sono state realizzate per dare rifugio agli animali.

Lo scopo delle colonie sparse per la città è «evitare il randagismo e arrivare con il tempo a ridurre il numero delle stesse e dei gatti che ci abitano, anche grazie alla sterilizzazione degli animali». Però l’abbandono rimane una piaga difficile da debellare, come spiega Lorenza: «Le persone hanno un livello di civiltà molto basso e spesso vengono abbandonati gatti “interi”, cioè non sterilizzati, che portano alla crescita della colonia. Il nostro impegno come associazione è quello di ripartire dai bambini, insegnare dentro le scuole il rispetto e la cura degli animali». Negli anni anche le amministrazioni stanno mostrando un’apertura e «abbiamo chiesto alla consigliera comunale Laura Bocchi (Lega Nord) di riunire almeno una volta l’anno i gattofili per istruirli su come svolgere al meglio il loro compito, ma anche per cercare un ricambio generazionale e coinvolgere i giovani in questo progetto».

Ricovero per gatti, Verona

Simone Pasetto è un altro dei volontari che dedica un po’ del suo tempo alla cura di alcune colonie: «Dopo aver adottato dei gatti, alcuni dei quali trovatelli, ho pensato che restava ancora molto da fare per aiutare quelli meno fortunati e casualità ha voluto che su un giornale trovassi l’annuncio di una volontaria che cercava aiuto per le sue colonie, e così è iniziata la mia avventura». L’ingresso di nuove persone è segno che le cose stanno cambiando e che «anche se all’inizio sarà difficile far adottare nuove abitudini ai volontari che si sono occupati per anni di queste colonie, verranno stabiliti criteri di comportamento condivisi, anche nel modo di nutrire i gatti: stiamo andando verso i “gattari 2.0”, giovani e preparati ad aiutare le realtà che esistono sul territorio veronese». Simone spiega: «Tra le più importanti novità ci sarà l’introduzione di un patentino personale per ogni volontario, che serve per tutelare chi viene spesso attaccato e contestato per il proprio impegno civico: con questo potremo dimostrare che stiamo lavorando per il Comune».

A Palazzo Barbieri incontriamo la consigliera Bocchi, che ha ricevuto una delega speciale per la “Tutela e benessere degli animali”, un unicum nel panorama italiano, «a dimostrazione della sensibilità per un tema che interessa tutti da vicino. Il mio scopo è permettere una serena convivenza tra i cittadini e gli animali, per questo organizziamo e motiviamo la partecipazione ad incontri con associazioni animaliste, come l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) e la LAV (Lega AntiVivisezione) per stabilire un progetto comune; è nata così l’iniziativa di istituire delle colonie feline per evitare il randagismo e allo stesso tempo controllare i gatti presenti sul territorio». La Bocchi spiega che «i gatti liberi e le colonie feline sono protetti e tutelati dal Comune ai sensi della Legge n. 281 del 14 agosto 1991 e dalla Legge Regionale n. 60 del 28 dicembre 1993. Questo vuol dire che ci siamo presi un impegno nei confronti degli animali, ma sempre nel rispetto degli spazi pubblici».

Ricovero per gatti, Verona

Ricovero per gatti, Verona

Il progetto è attivo da metà marzo, ma tra settembre e ottobre verrà presentato ufficialmente: «Già da diversi anni sul territorio erano presenti delle colonie feline e c’erano dei volontari che con dedizione se ne occupavano, ma il crescere del fenomeno necessitava che venisse meglio strutturato: spesso i gattofili non si conoscono tra loro e non creano una rete per meglio predisporre gli interventi ̶ dice la Bocchi ̶. Attualmente a Verona ci sono un centinaio di colonie e più di 100 volontari. Con il nuovo progetto puntiamo quindi a mappare tutte le colonie del Comune e istituire un Albo dei gattofili, per offrire supporto e riconoscimento a chi, alla fine dei conti, è un volontario del Comune e perciò verranno chiamati “Coadiuvanti alla gestione delle colonie feline”. Per la formazione di questi volontari verranno organizzate delle giornate informative tenute da veterinari, polizia locale e guardie ecozoofile per istruirli sulle normative vigenti e su come devono occuparsi della colonia nel rispetto del benessere dei gatti, ma anche del decoro pubblico».

Gatti

Per prendersi cura delle colonie sono necessari dei fondi che, chiarisce la Bocchi «non vengono sottratti ad altre spese comunali, ma sono predisposti appositamente per gli animali. Con questi soldi paghiamo le operazioni per inserire il microchip ai gatti e comprare i croccantini che verranno dati ai volontari, mentre delle sterilizzazioni se ne occupano i veterinari della Ulss 9 e quindi sono sovvenzionate dalla Regione Veneto. Un sostegno viene in parte anche dalle donazioni di privati cittadini o dalle associazioni animaliste». La delegata Bocchi ci tiene a sottolineare che «gestire la convivenza tra uomo e animale è una questione di civiltà: per prenderci cura della nostra città dobbiamo occuparci anche del benessere degli animali. Un gatto controllato, sterilizzato e sfamato non dà fastidio all’uomo, non porta malattie e anzi può cacciare altri piccoli animali o uccelli mantenendo equilibrato il bio-sistema cittadino. In più i gatti sono animali territoriali che se stanno bene in un posto tendono a non spostarsi e se un luogo è bello per loro, lo sarà probabilmente anche per le persone che ci abitano».

Lucrezia Melissari

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