Quando camminiamo per strada e incontrate un proprietario con il suo cane la prima cosa che siamo portati naturalmente a fare è osservarli. Ci focalizziamo in primis sul cane al guinzaglio, valutiamo la sua taglia, il sesso – se riusciamo – e il grado di esuberanza, quindi spostiamo la nostra attenzione al proprietario per valutare un possibile avvicinamento o meno.

E i cani invece? Vi siete mai chiesti che tipo di “analisi” facciano i nostri fedeli amici a quattro zampe quando incontrano dei loro simili?

A questo scopo è utile ricordare come il Canis familiaris (nome scientifico dei nostri cani) sia una specie molto eterogenea al mondo: esistono cani di piccolissima taglia, altri molto grandi. Si passa dai Chihuahua agli Alani ed è grazie all’olfatto che un cane è assolutamente sicuro che – chi gli si palesa davanti – sia effettivamente un membro della sua specie: l’olfatto è, infatti, il senso più sviluppato dei nostri fedeli amici a quattro zampe , ma sarebbero davvero in grado di identificarsi come “cani” basandosi esclusivamente sulla vista? Questo è quello che si sono chiesti alcuni ricercatori francesi quando hanno messo alla prova 9 cani da compagnia di razza, sesso ed età differenti.

I cani venivano posti di fronte a due schermi: in uno era raffigurato il volto di un cane, nell’altro compariva quello di una mucca oppure uno sfondo uniforme (nero o blu). In una prima sessione i cani venivano premiati solo quando si avvicinavano allo schermo in cui si vedeva il volto del loro simile. Se questo avveniva per almeno 10 volte su 12 – su due sessioni – allora si passava allo step successivo: in uno scherno comparivano volti di cani diversi tra loro (per morfologia del viso), nell’altro volti di animali differenti (persone, gerbilli, pecore, conigli, rettili, uccelli e altri animali).

Dei 9 soggetti in esame, solo alcuni sono riusciti a risolvere il test molto velocemente (in una o due sessioni al massimo), altri ne hanno impiegate fino a 13. Questo non vuol dire che qualche cane non sia in grado di riconoscere un proprio simile a prima vista, ma che esistono molti fattori da tenere in considerazione, in particolare stili di vita e strategie di apprendimento. I cani sembrano avere un senso di chi – o almeno quali caratteristiche – rientrino nella categoria di chi “è cane” rispetto a quella di chi non lo è. Quali di queste usino per capirlo rimane, invece, molto difficile da comprendere: sicuramente una corretta socializzazione con i loro simili fin dalla giovane età, avere la possibilità di frequentane luoghi in cui sono presenti altri cani e trascorrere l’infanzia con i fratelli della cucciolata (ed entrambi i genitori) aiuta la loro piena coscienza di sé.

Per qualsiasi domanda e dubbio non esitate a contattare me (daniel.ossino@gmail.com) o la redazione.

Un bau a tutti e a lunedì prossimo!

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