Attenti ai baci e alle leccatine

Chi possiede un animale domestico sa benissimo che i baci e le leccatine di cani e gatti sono un concentrato di batteri e virus, ma nonostante questa consapevolezza, le effusioni con i propri amici a quattro zampe non mancano mai. A chiedere di fare attenzione alle infezioni trasmesse inconsapevolmente dagli animali domestici è l’Associazione Microbiologici Clinici Italiani (AMCLI), che invita i padroni ad adottare comportamenti corretti e a non sottovalutare i rischi, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini. Le intenzioni dell’AMCLI non sono allarmistiche, ma finalizzate alla tutela della salute dei propri animali da compagnia e quella dei padroni (come aveva già fatto lo scorso ottobre la Drexel University Medicine di Philadelphia mettendo in guardia dai baci di cani e gatti). L’appello dei microbiologi, infatti, arriva in seguito alla pubblicazione di tre studi sul tema.

Bartonella henselae

Il primo riguarda la Bartonella henselae, un batterio che può entrare nella cute delle persone attraverso il graffio del gatto e che, potenzialmente, può generare la bartonellosi. Le probabilità di contrarre questa patologia, più comune nei bambini, rimangono basse, ma come avevamo già spiegato in questo articolo alcuni mici sono più a rischio di altri.

La diagnosi della bartonellosi non è semplice, ma il gruppo di ricerca del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino ha dimostrato che l’uso di un test molecolare PCR real-time permette una diagnosi tempestiva della patologia, evitando procedure diagnostiche non necessarie e permettendo la somministrazione immediata di una terapia antibiotica.

Staphilococcus aureus

La seconda infezione di cui possono essere veicolo i nostri amici a quattro zampe è quella portata dallo Staphilococcus aureus. Di recente, infatti, è emerso che questo batterio può colonizzare anche gli animali e può trovare ambiente di proliferazione nei laboratori veterinari come accade negli ospedali. Portando spesso cani e gatti a fare le visite dal veterinario, il passaggio dalla clinica all’abitazione privata può essere molto veloce. Lo Staphilococcus aureus si trova comunemente sulla pelle delle persone sane, dove però può causare sintomi e portare a un’infezione, in particolare quando penetra in una ferita.

«Lo studio ha rivelato un’ampia potenzialità di diffusione del batterio, che coinvolge sia l’ambiente ospedaliero che quello comunitario; in alcuni casi gli animali domestici sembrano avere un ruolo serbatoio» spiega Laura Pagani, microbiologa dell’Università di Pavia e membro del Direttivo AMCLI.

Echinococcus granulosus

Terza potenziale minaccia è l’echinococcosi cistica (o idatidosi), cioè una malattia parassitaria causata dall’impianto nei tessuti della forma larvale della tenia Echinococcus granulosus, che si sviluppa in forma cistica di preferenza nel fegato e nel polmone, e il cui ospite definitivo è il cane e gli ospiti intermedi pecore, capre, bovini, bufali, maiali e altri animali. Di recente, sono stati identificati alcuni casi di echinococcosi trasmessi dall’animale all’uomo in Campania e dal momento che i dati relativi alla reale diffusione della patologia nell’uomo risultano inaccurati, è stato attuato un progetto di monitoraggio in alcuni allevamenti animali della Campania, con lo scopo di ridurre la malattia nell’animale e prevenirla nell’uomo.

I risultati della ricerca hanno mostrato un andamento simile a quelli rilevati in Sardegna, dove l’echinococcosi è endemica, confermando l’importanza della sorveglianza negli animali allo scopo di migliorare la prevenzione dell’insorgenza della malattia nell’uomo.

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