GOLFO ARANCI. Un muflone è precipitato dalla scogliera di Cala Moresca. Un volo di diversi metri che non gli ha lasciato scampo. E per l’animale non c’è stato nulla da fare. L’urto sulla roccia è stato devastante e il muflone è morto sul colpo. Cose che possono succedere, sono le regole della natura, si potrebbe dire. Ma secondo alcune testimonianze l’incidente si sarebbe potuto evitare.Cervo inseguito dai cani si tuffa e annega ad ArbusA causare la caduta del muflone sarebbe stato un cane che, lasciato libero dal suo padrone, avrebbe rincorso la pecora selvatica tipica della zona di Golfo Aranci. Una fuga che si è interrotta di fronte al dirupo, dove il muflone, forse per paura di essere aggredito dal cane, si è lasciato andare.leggi anche:Le operazioni di soccorsoDorgali, un muflone salvato dalla ForestaleL’animale era rimasto intrappolato in una rete. Curato nel parco di S’abba frisca, ora è liberoPer ora queste sono solo ipotesi, ma nella zona intorno a Capo Figari ci sarebbe la pessima abitudine di lasciare i cani liberi. Cosa che tra l’altro è vietata da alcuni provvedimenti del 2002, firmati dall’allora sindaco di Golfo Aranci Sergio Memmoli.Già allora, infatti, la presenza di cani randagi metteva a repentaglio la sicurezza dei mufloni. All’epoca era un vero e proprio sterminio. A farne le spese erano anche gli umani, spesso aggrediti dai cani. A quel punto Memmoli decise di chiudere a tutti l’accesso alla riserva di Capo Figari, ma si mosse anche a tutela dei mufloni. Stipulò una convenzione con un canile per la cattura dei randagi.Provvedimenti tampone, anche perché il problema non era di facile soluzione. Allora, però, sul banco degli imputati c’era un branco di randagi.

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