CORDENONS. Gatto domestico avvelenato a causa di un insetticida per vermi e parassiti utilizzato in agricoltura e negli orti. Il sospetto è quello di un’esca mortale.La proprietaria dell’animale, Sandra Cesca, domani sporgerà denuncia dai carabinieri contro ignoti. Nel frattempo il veterinario ha già fatto scattare la denuncia all’Aas5 e al sindaco, Andrea Delle Vedove, come previsto dal regolamento di polizia veterinaria. Il caso è seguito anche dalla polizia municipale.Il fatto si è verificato nel quartiere del Tramit e risale al 24 ottobre, ma solo venerdì la donna ha ricevuto l’esito dell’esame autoptico fatto eseguire, su consiglio del veterinario, sulla carcassa del felino all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie di Pordenone.«Nello stomaco del mio Leo – racconta Cesca – è stata rilevata la presenza di alimento parzialmente digerito costituito da carne cruda contenente dei granuli di colore scuro. Il responso è di avvelenamento da aldicarb, un insetticida che mi risulta sia vietato in Unione europea dal 2004 e che, tra l’altro, non viene utilizzato in questa stagione. Non posso pensare perciò che si sia trattato di un fatto accidentale. Sporgerò denuncia».Leo, un micio di tre anni, castrato, di undici chili e dal manto nero lucido è morto per una congestione polmonare ed epatica. Colpiti da emorragia anche altri organi. «Ho altri quattro gatti – racconta la donna – e sono liberi di muoversi dentro e fuori casa attraverso una gattaiola sulla porta. Al mattino Leo è uscito e stava bene. Quando sono rientrata dal lavoro a pranzo l’ho trovato oramai morto sotto il letto, con i segni di una grande sofferenza». Una scena che la donna non si sarebbe mai immaginata. «Fare morire un animale – si sfoga – in una maniera così atroce è un gesto di una cattiveria inaudita». Ieri Cesca ha voluto rendere pubblica la notizia sui social.«Attenzione – ha scritto –: in zona Tramit a Cordenons c’è un caso accertato di avvelenamento di animale domestico con aldicarb. Chi abita nella zona e possiede cani o gatti li tenga bene d’occhio».Duri i commenti al post nei confronti dei responsabili e ora i padroni di animali si dicono preoccupati. Al Tramit in particolare storie come quella di Leo, in passato, ce ne sarebbero già state. «Mi sono trasferita qui da Pordenone a febbraio – dice Cesca – un mese e mezzo fa circa un altro mio gatto è tornato a casa con sintomi neurologici. Il referto del veterinario ha parlato di intossicazione o trauma cranico. Lui per fortuna si è ripreso. Leo invece no e non capirò mai perché queste cose debbano succedere».Il fenomeno delle esche mortali conosce numerosi precedenti nel territorio provinciale,specie nel Sanvitese e nel Maniaghese, dove si sono registrati tra il 2015 e quest’anno diversi decessi causati da bocconcini contaminati con topicida, liquido antigelo e altre sostanze tossiche. A farne le spese, purtroppo, sono i migliori amici dell’uomo.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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