Pam Ahern dedica la sua vita a salvare gli animali di allevamento, dalle pecore ai maiali, dalle capre ai polli. Tutti esseri viventi che meritano rispetto e che vengono ospitati nel rifugio Edgar’s Mission a Victoria, in Australia. Ma non le era mai capitato di salvare un gatto. Così quando ha ricevuto la segnalazione di una gattina intrappolata dentro una canna fumaria, è corsa a vedere la situazione. 

Secondo la donna che ha lanciato l’allarme, quella gattina erano ore, forse giorni, che piangeva disperata, ma tutti la ignoravano a cominciare dal proprietario del panificio dove la canna fumaria si trovava. Anche la polizia locale e il servizio per la fauna selvatica non si è mossa. Così l’ultima speranza era Pam Ahern.  

«Sapevo che eravamo l’ultima sua speranza – racconta la volontaria -. Al rifugio era una domenica molto impegnativa per noi, ma la situazione disperata della micina mi ha toccato il cuore, così sono andata». 

Quando Pam è arrivata al forno, si è subito resa conto che non sarebbe stato un salvataggio facile, anche perché il fornaio non voleva sapere di interventi che potessero danneggiare la sua proprietà. La gattina era incastrata dentro il camino, probabilmente caduta mentre la madre la stava spostando sul tetto.  

Però quella gattina, probabilmente di 10 giorni, non sarebbe ancora vissuta a lungo. Così la volontaria si è infilata nella canna fumaria, strisciando tra ragnatele e fuliggine, fino ad afferrare la poveretta trascinandola fuori dalla sua trappola.  

La gattina, chiamata poi Jessica come la donna che aveva lanciato l’allarme, era magra, affamata e disidratata. Ma per fortuna ancora viva. «Era così indifesa che la tenevo dentro il mio maglione, ma quando ha incontrato i molti, moltissimi animali del santuario, si è subito incuriosita – racconta Pam Ahern. In particolare, con i tanti orfani che restano barricati al calduccio in ufficio durante il giorno». E fra tutti Jessica aveva il suo preferito: sin da subito si è legata a E.T., il cane della volontaria e sono rimasti amici sino alla sua scomparsa avvenuta l’anno scorso. 

La curiosità e la voglia di giocare di Jessica sono subito venute fuori. «Uno dei suoi giochi preferiti è quello di vedere chi le aprirà la porta – racconta la volontaria -. Siamo sempre molto impegnati con il lavoro in ufficio e Jessica maliziosamente aspetta che siamo tutti seduti, poi appare dietro la porta a vetri e la graffia fino a quando qualcuno si alza e la fa uscire. Poi, solo per divertimento, decide che vuole tornare in casa così ricomincia a graffiare la porta fino a quando qualcuno non si alza e la fa rientrare in casa di nuovo». 

«Jessica ama anche le coccole, ma di solito sempre nei momenti più inappropriati. Come quando sei molto impegnata per una scadenza, o sei nuda e stai per entrare sotto la doccia, o nei minuti prima di uscire dal letto» racconta divertita la volontaria. 

Dal giorno di quel salvataggio sono passati molti anni e ora Jessica è una bella gattona anziana e le piace far valere la sua autorità sugli altri gatti del santuario. «Finché capiscono che Jessica qui è il Boss, le cose vanno lisce». 

Jessica si finge anche infastidita quando gli agnellini orfani le rubano la cuccia, ma probabilmente è tutta scena. Tutti gli animali della fattoria la adorano e Pam Ahern stravede per lei. 

«Adoro il modo in cui mi si rannicchia in grembo e allunga la zampa verso la mia bocca perché io la baci – racconta -. Poi mi guarda negli occhi e lentamente li chiude come se fosse nel posto più felice sulla Terra. Questo mi fa sentire benedetta». 

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