trasporto maialiI veterinari hanno il dovere professionale di tutelare il benessere degli animali al trasporto. Ma non sono supportati. Lo puntualizza la FVE in un nuovo position paper in cui analizza il ruolo della veterinaria, sulla quale ricadono anche le aspettative dell’opinione pubblica europea. Quella del trasporto è una fase del benessere animale fra le più visibili al pubblico, molto esposta anche ai riflettori dei media, che richiede una presa di posizione da parte della veterinaria europea, per spiegare i difetti di una legislazione che non aiuta i Medici Veterinari. La FVE riconosce che, allo stato attuale, i veterinari non possono pienamente garantire la protezione al trasporto e al tempo stesso avverte il dovere di esplicitare preoccupazioni e possibili miglioramenti.

La Federazione dei Veterinari Europei riconosce la “responsabilità primaria” dei Medici Veterinari, ma anche la necessità che essi dispongano di strumenti adeguati per esercitarla, strumenti che allo stato attuale non sono sempre disponibili. In alcuni Stati Membri- evidenzia la FVE- la professione veterinaria non è sostenuta da una precisa investitura da parte delle autorità competenti, non ha sufficiente potere giuridico o non ha la possibilità di esercitarlo. In altri casi, non dispone di uno staff sufficiente per i controlli. E’ in particolare l’azione dei  Veterinari Ufficiali a risentire di carente sostegno governativo, in termini di risorse, autorità e poteri fondati su sicure basi legislative. In questa situazione di debolezza, la Veterinaria è esposta al rischio di essere accusata di non tutelare il benessere animale durante il trasporto. Il Regolamento 1/2005, da tempo messo in discussione nelle sedi europee, per certi aspetti è troppo complicato, per altri addirittura lacunoso. Più che emendarlo, finendo con l’aggiungere complicazioni a complicazioni, la FVE è dell’avviso che si debba lavorare ad una legislazione semplice, chiara, fatta di poche regole basilari da far rispettare. Un esempio di inutile complicazione nel Regolamento 1/2005 è la distinzione fra equide registrato e non registrato: non ha senso distinguere, sostiene la FVE, quando si tratta di tutelare il loro benessere

Anche se la stragrande maggioranza dei trasporti si verifica senza significative compromissioni del benessere animale,  la FVE sostiene che  il Regolamento 1/2005 non abbia portato a significativi miglioramenti al trasporto animale, non solo perchè male applicato dagli Stati Membri, ma anche perchè eccessivamente complesso e inadeguato ad affrontare il problema cruciale dei lunghi viaggi, un problema riscontrato in particolare negli animali di basso valore individuale.  La FVE auspica che le modifiche legislative siano improntate alla semplificazione e si indirizzino alla riduzione del numero dei trasporti su lunghe distanze, suggerendo di applicare anche a questo settore il principio delle 3R ( refined, reduced, replaced) già in essere per gli animali utilizzati a scopi scientifici.

La riflessione sul miglioramento della situazione, sostiene la FVE, non va dirottata sul complesso tema dei livelli di stress accettabili, perchè mancano dati comparativi e parametri di riferimento; la riflessione dovrebbe piuttosto basarsi su una sintesi fra i dati scientifici disponibili e le valutazioni pragmatiche  ricavabili dall’esperienza dei veterinari del settore.

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FVE POSITION PAPER- The welfare of Animals During Transportation

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