Più piccolo, più veloce e più aggressivo. Sono le caratteristiche di un ibrido di pitone scoperto in Florida. Un rettile che sta decimando la fauna selvatica delle Everglades (una riserva di oltre 1 milione e mezzo di acri in Florida) e che il “The Guardian”, che riporta i risultati di una ricerca scientifica, definisce “super serpente”.

Primo predatore

La scoperta è stata realizzata dagli scienziati della US Geological Survey, i quali hanno analizzato circa 400 serpenti catturati nelle Everglades negli scorsi anni. Dagli anni Ottanta la Florida è infestata dal pitone birmano, originario del Sud Est asiatico, diventato il principale predatore della zona al posto del più classico alligatore. Ma ora la minaccia per le specie animali locali si è ulteriormente aggravata. I ricercatori, infatti, hanno scoperto un nuovo profilo genetico. In almeno 13 esemplari è stata riscontrata la “firma” genetica del pitone delle rocce indiano.

L’incrocio

Si tratta di una specie più piccola, più rapida, molto più aggressiva e capace di proliferare su superfici asciutte, mentre il pitone birmano si trova più a suo agio nell’acqua. L’incrocio tra le due specie, che secondo i ricercatori potrebbe essere avvenuto anche prima dell’arrivo del pitone birmano in Florida, sta dando vita a un super-predatore ibrido in grado di adattarsi meglio all’ambiente subtropicale ed espandersi più rapidamente di qualsiasi specie prima di lui. “Quando due specie si incrociano, mano a mano che gli esemplari si moltiplicano restano solo i tratti migliori e le caratteristiche più adatte a garantire la sopravvivenza”, spiega Margaret Hunter, a capo del team di studio. Probabilmente anche per questo gli ibridi trovati sono di dimensioni minori rispetto al classico pitone birmano.

Fauna minacciata

La scoperta non è una bella notizia per la fauna delle Everglades, già messa pesantemente a rischio dai predatori “alieni”. La Florida Fish and Wildlife Commission ha registrato oltre 500 specie invasive o non native, tra le quali le lucertole del Sudamerica e le rane degli alberi cubane, che si nutrono in particolari di roditori, iguana e piccole specie anfibie e vegetali della zona. Ma la minaccia maggiore è proprio quella dei serpenti. Negli ultimi anni i pitoni birmani, e a questo punto lo stesso predatore ibrido, hanno decimato diverse specie locali come volpi, conigli e procioni. Il tentativo di ridurre il numero dei rettili potrebbe essere definitivamente sconfitto dalla rapidità con la quale i pitoni si stanno riproducendo.

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