Roma – Dalle gabbiette per uccelli alla portina per gatti con microchip. La Ferplast punta sulla ricerca per conquistare nuovi mercati. A 50 anni dalla nascita, l’azienda veneta leader della produzione di accessori per animali domestici prevede di aumentare il fatturato (80 milioni nel 2015) e scommette su Usa e Sudamerica. “Il primo semestre è stato positivo e per quest’anno stimiamo una crescita del fatturato nell’ordine del 4%, che contiamo di confermare nei prossimi due-tre anni”, afferma all’AGI l’amministratore delegato Nicola Vaccari, figlio del fondatore Carlo, che mantiene la carica di presidente -. Il settore ‘pet’ è anticiclico e ha sentito meno la crisi. Inoltre, nuovi Paesi stanno adottando abitudini simili a quelle europee e statunitensi”.

Gli Usa sono il primo mercato, seguito da Brasile e Gran Bretagna; l’Italia sta scalando posizioni mentre si affacciano paesi arabi e Cina: “In Iran come negli Emirati non piacciono i roditori e la preferenza è per i pesci negli acquari, ma si stanno aprendo a cani e gatti. Lo stesso sta avvenendo in Cina. Le famiglie americane, invece, accolgono tanti tipi di animali, a partire da serpenti e iguana e spendono molto per cani e gatti”. “In generale nei paesi occidentali si fanno meno figli, la popolazione è sempre più anziana e ha bisogno di compagnia – spiega Vaccari – L’animale domestico entra a far parte della famiglia e per soddisfare le sue esigenze si è disposti a spendere”. Così, diminuisce la presenza in casa di uccelli, calano i pesci perché in tempi di crisi gli acquari risultano troppo costosi, salgono leggermente gli acquisti di criceti, conigli e furetti, aumenta decisamente il numero di cani e gatti, soprattutto nelle grandi città. Difronte a questo scenario, la strategia di Farplast è stata di ideare prodotti innovativi e di design per i più stretti amici dell’uomo: guinzagli con moschettone magnetico, la portina che si apre solo al gatto ‘microchippatò, il guinzaglio retraibile con cover personalizzate, cuscini raffinati capaci di non sfigurare vicino al salotto di casa. L’azienda ha registrato finora 103 brevetti internazionali e ha investito l’8% del fatturato in ricerca.

“è necessario per noi continuare a fare innovazione – sottolinea Vaccari – altrimenti non potremmo smarcarci dai concorrenti, come i cinesi che copiano e hanno prezzi della manodopera più bassi. Investiremo per avere macchinari all’avanguardia e per garantire la massima qualità dei materiali”. Per stare sul mercato globale, Farplast ha scelto nel 2000 di spostare parte della produzione in Ucraina e nel 2005 di aprire uno stabilimento in Slovacchia. “Nel complesso abbiamo 1.027 dipendenti, di cui un terzo in Italia. Ma Castelgomberto è sempre più il quartier generale, il centro di ricerca e sviluppo, del marketing, della logistica”. Il Made in Italy rappresenta un valore aggiunto? “Sicuramente sì, essere italiani è un bel biglietto da visita che ci giochiamo sempre nelle fiere internazionali. In Italia abbiamo ottimi tecnici e ottimi design”. Se Carlo aveva iniziato con delle gabbiette fatte a mano che vendeva in giro per l’Italia con il suo furgone Fiat 238, Ferplast ora produce ogni anno 1,1 milioni di gabbie e vende 12.800 prodotti in 85 paesi, ha 12 filiali commerciali (in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Benelux, Polonia, Ucraina, Slovacchia, Russia, Brasile e Cina) a cui si è aggiunta da poco quella statunitense in New Jersey. “Nei prossimi anni vogliamo espanderci molto in Sudamerica e migliorare le quote del mercato Usa. Ma stiamo instaurando rapporti importanti anche in Iran, Emirati Arabi, Australia e Cina”. La vera sfida della famiglia Vaccari, su cui è impegnata la sorella di Nicola, Francesca, è l’e-commerce. “Vendiamo online in Italia da due anni e da maggio in Germania. Nel giro di due anni contiamo di coprire tutta Europa con il sito in sei lingue (italiano, tedesco, francese, inglese, russo, portoghese). Abbiamo più di 11 mila clienti tradizionali attivi nel mondo e contiamo di espandere questo numero con la carta del digitale”. (AGI) 

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