Con il bel tempo arriva anche la voglia di fare delle passeggiate in montagna con la famiglia e con i propri cani. Qualche volta può succedere di trovare dei cartelli coi quali viene indicata la presenza di “cani da protezione greggi”, cani, dunque, che stanno “lavorando”. Questo perché in diverse località le greggi sono accompagnate sugli alpeggi da veri e propri “professionisti” a quattro zampe, che fungono da guardiani e proteggono gli animali da reddito da attacchi di grandi predatori. Purtroppo, nei luoghi in cui i percorsi pedonali o escursionistici incrociano zone d’impiego di cani da protezione, possono verificarsi conflitti tra persone e animali. Alcuni escursionisti si lamentano “dell’aggressività” dei cani da protezione e altri non rispettano la segnaletica.

Presso il centro di competenze Agridea, incaricato dalla Confederazione del coordinamento della formazione dei cani e del loro impiego, la problematica è ben nota. Qui sono notificati gli incidenti, ma gli esperti affermano che sono molto rari.

Conoscendo il compito che assolvono questi cani, è necessario seguire i consigli forniti sul comportamento corretto da adottare. I pannelli di segnalazione e le nuove carte online sul sito web di ‘Sentieri svizzeri’ consentono di pianificare le escursioni in modo appropriato. Prima di partire si consulta la mappa interattiva che fornisce informazioni su tutti i luoghi in Svizzera dove sono utilizzati cani da protezione delle greggi. Ad esempio, chi sceglie di recarsi al Monte Bar può rendersi conto che in quell’area vi sono pascoli sorvegliati da cani, lungo il cammino si incontrano cartelli segnaletici e arrivati alla capanna sono disponibili ulteriori informazioni. In alcune aree del Ticino esistono veri e propri progetti che coinvolgono vari allevatori e, oltre ai cani, è possibile incontrare anche i pastori.

Per convivere senza problemi con i guardiani delle greggi, la parola d’ordine che funziona per tutte le situazioni è: mantenere la calma. Chi fa jogging dovrebbe in quel tratto camminare, chi arriva in rampichino dovrebbe scendere dalla sella, mentre chi ha un cane dovrebbe tenerlo al guinzaglio e transitare attorno al gregge anziché passarci in mezzo.

I cani sono abituati ad avere contatti con persone e altri animali che si spostano normalmente, ma ciò che li mette in guardia sono i movimenti bruschi, poiché sono percepiti come un possibile pericolo per le pecore che stanno proteggendo.

Applicando queste semplici regole ed evitando movimenti bruschi, potremo goderci una fantastica escursione.

Custodi a quattro zampe

Una pubblicazione dell’Ufficio Federale dell’Ambiente riguardante i grandi predatori inizia così: “L’obiettivo principale del programma di protezione delle greggi della Confederazione è quello di sostenere l’agricoltura produttiva basata su animali da reddito, in modo tale che, nonostante la presenza di grandi predatori, ne sia garantito il buon funzionamento senza l’imposizione di restrizioni difficilmente accettabili. Attraverso adeguate misure di prevenzione si possono ridurre al minimo possibile danni e conflitti”.

Una delle misure di prevenzione più efficaci è l’utilizzo di “cani da protezione greggi”. Vi sono diverse razze di cani che aiutano l’uomo nella sorveglianza di allevamenti.

In occasione del Festival della Biodiversità, lo scorso 27 maggio è stata organizzata una visita presso la famiglia Stern di Lostallo per vedere questi cani in azione.

Nell’azienda sono presenti due razze di cani differenti. Il Border Collie, definito cane da conduzione, non trascorre tutto il tempo in mezzo al gregge, ma solitamente al fianco del pastore/allevatore e lo aiuta nella gestione, per esempio negli spostamenti. L’allevamento di questa razza è orientato al lavoro di conduzione di ovini, caprini e bovini, ma anche di altri animali.

In mezzo a un gregge di pecore è invece possibile intravedere i cani da montagna dei Pirenei che, in presenza del proprietario, si comportano come normali cani domestici. Questi esemplari sono dei tipici cani da protezione ovvero quelli che sono selezionati per vivere in permanenza con il gregge e ne diventano parte integrante.

Essi sono in grado di legare ottimamente con le pecore che proteggono. Hanno un comportamento molto difensivo del gregge e del territorio che occupano.

Contrariamente all’opinione comune assai diffusa, i cuccioli di cane da protezione non devono essere allevati isolati in un gregge, poiché il cane non sarà confrontato unicamente con le pecore. Essi devono imparare a riconoscere chi rappresenta un pericolo per il gregge e chi no.

Perciò, oltre che con il gregge stesso, l’addestramento prevede passi di socializzazione con gli esseri umani e altre specie di cani.

Solo quando il cane dimostra un buon comportamento in queste tre situazioni, può essere inserito in un’azienda dove troverà la sua nuova famiglia estesa della quale prendersi cura.

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